Dopo il Macro, Li Xiangyang è nuovamente a Roma

Posted By on 22 gennaio 2012

Giovedì 26 gennaio alle 18.30 la diagonale/galleria presenta la personale di Li Xiangyang. Dopo la recente partecipazione dell’artista di Pechino a La grande astrazione celeste. Arte cinese del XXI secolo al Macro Testaccio una nuova selezione dei suoi ultimi lavori. In mostra grandi tele caratterizzate da lunghe linee verticali nere, rosse e grigie volutamente interrotte, testimonianza di uno stato d’animo di rottura, con un’evidente predominanza dei toni di grigio, espressione della profonda ricerca del “sublime negativo”, come lo definisce l’artista stesso; un intervento ironico dinnanzi alla tradizione cinese, grigio come negazione del colore.

«L’astrazione delle sue opere – scrive Achille Bonito Oliva nel suo testo in catalogo – è frutto di una dialettica tra la materia e la geometria della forma finale. Ripetizione e differenza producono un sistema visivo che non è mai statico o prevedibile, semmai sorprendente apertura verso l’architettura seppure vaporizzata e smaterializzata nello spazio circostante all’opera. L’opera di Li è il frutto di una mentalità creativa capace di coniugare analisi e sintesi, d’investigazione e rappresentazione».

La mostra chiuderà il 27 febbraio 2012.


L’Ente Nazionale del Turismo pubblicizza l’Italia in India tramite Bollywood

Posted By on 17 gennaio 2012

Riporto dal sito www.enit.it la seguente bella notizia. Verrebbe da dire: eh, finalmente!

Le riprese di una scena di un musical bollywoodiano in Piazza Duomo a Milano

La cinematografia indiana privilegia l’Italia – a giudicare dalle locations indiane utilizzate per le produzioni bollywodiane dei film più noti – e tutti gli enti del turismo stranieri individuano in Bollywood uno strumento ideale per la promozione turistica.

Dopo i primi interventi (si citano quello a favore del film dedicato all’ Italia, “Baachna Ae Aseeno” del noto produttore Yash Chopra o subito dopo gli altri due per la produzioni “Kambbakth Isqh” e “Housefull” a firma di Sajiid Nadiadwala), l’ Ufficio ENIT di Mumbai, ha intensificato i rapporti con personaggi chiave dell’industria cinematografica che svolgono un ruolo importante nella vita di milioni di indiani. Ha realizzato fin da subito progetti di co-marketing, in sinergia con gli enti locali interessati (Vicenza è e Regione Puglia) con i più importanti Tour Operator indiani del calibro di Kuoni e Cox & Kings in occasione dell’uscita nelle sale indiane dei film girati in Italia. Le pubblicità hanno potuto utilizzare le immagini dei più famosi attori, raccogliendo un enorme successo, senza alcun costo aggiuntivo e di valore difficilmente quantificabile.

Significativa è stata la partecipazione di ENIT alla 10 edizione dell’ International Indian Film Academy Awards 2009 (IIFA) – un mix di glamour, seminari e fashion show, programmi artistici e cerimonia finale di premiazione – una strategia di marketing e di promozione finalizzata a raggiungere il consumatore indiano attraverso uno degli strumenti più attuali ed amati, il cinema, oltre a motivare la produzione di film in Italia, considerata la grande capacità di attrattiva del nostro Paese di generare flussi turistici indiretti verso le locations straniere.


L’India, i tablet e la scuola

Posted By on 10 gennaio 2012

Rohit Pande, laureato all’Indian Institute of Technology di Delhi e all’Indian Institute of Management di Kolkata, ed ora CEO di Classteacher Learning Systems ha da poco presentato la sua ultima innovazione, il tablet ClassPad. Il ClassPad è un tablet che si appoggia a Android 2.2, pensato ad esclusivo uso di bambini e ragazzi delle scuole primarie, dai 3 ai 12 anni, con lo scopo di rendere l’istruzione più accessibile e facilitare una forma di apprendimento più personalizzata e interattiva.

Il ClassPad appena lanciato

Utilizzando il ClassPad, gli insegnanti possono trasferire in tempo reale il lavoro svolto in classe al tablet degli studenti, condividere qualsiasi contenuto istantaneamente e somministrare test e verifiche.

Rohit Pande, durante la presentazione, ha dichiarato: «Il nostro sistema educativo non è in grado di differenziare gli studenti in base alle loro capacità di apprendimento e di modulare l’insegnamento su uno stesso livello, tuttavia il software installato nel ClassPad testa la capacità degli studenti di risolvere problemi, la creatività e le competenze linguistiche. In tal modo ClassPad offre un insegnamento personalizzato secondo le capacità di apprendimento. Dotato di intelligenza artificiale, ClassPad può aiutare a classificare gli studenti come rapidi, medi e lenti nell’apprendimento. ClassPad può inoltre contribuire a ridurre la monotonia di lezioni ripetute in aula e gli insegnanti possono completare il loro programma entro i temp9i previsti garantendosi sufficiente tempo per concentrarsi sugli studenti più lenti».

Non c’è che dire, ClassPad si profila come il principale avversario del classico Aakash, un tablet da 35 dollari, il meno costoso in assoluto sul mercato ma con un’autonomia di circa 1h30m, davvero poco in confronto alle 6 ore di ClassPad. Di contro c’è che il modello base di ClassPad (quello da 7 pollici) attualmente costa 140 dollari, quattro volte un Aakash.

Il tablet Aakash da 35 dollari

Ciò che v’è di interessante, in tutto ciò, è l’attenzione che i produttori di tablet hanno in India nei confronti del settore dell’educazione, e ne hanno ben d’onde! È infatti noto come il Ministero dell’Instruzione indiano abbia da qualche mese adottato i tablet come strumento integrante dell’apprendimento scolastico. Il Ministero dell’Instruzione, infatti, oltre ad aver acquistato gli Aakash per alcuni distretti scolastici, già produce un tablet “anonimo”, del costo di circa 50 dollari, ma non commercializzato (né in previsione di esserlo), che viene gratuitamente fornito si ragazzi delle scuole cosiddette primarie. Una tale innovazione, in un paese da 1,2 miliardi di persone, ha già fatto alzare le antenne a diversi produttori di strumenti ed applicazioni hi-tech per l’apprendimento…


Universa: letture filosofiche

Posted By on 3 gennaio 2012

Da qualche giorno è disponibile on-line una nuova interessante rivista di studi filosofici. Qui di seguito trovate una breve presentazione, e questo è il link. Buona lettura a tutti!

Universa. Recensioni di filosofia è il periodico elettronico della Scuola di Dottorato di Ricerca in Filosofia dell’Università degli Studi di Padova. La rivista raccoglie recensioni di testi di filosofia italiani e stranieri, tratti dalla produzione scientifica più recente. Universa nasce come luogo di informazione e di confronto sulle novità editoriali nel campo della filosofia e, allo stesso tempo, come occasione di formazione per gli iscritti alla Scuola di Dottorato. Universa intende anche proporsi come un servizio nei confronti della comunità scientifica, attraverso la creazione di un database che raccoglie recensioni di testi di interesse filosofico ampio, articolato sulle più diverse aree tematiche, accessibile online, pubblicamente e gratuitamente.


Due notizie dalla Cina: l’origine dalla vita complessa, e la fine di una vita preziosa

Posted By on 28 dicembre 2011

Notizia 1: La formazione Doushantuo, un interessante ed antichissimo giacimento di fossili (risalenti a tra 635 e 550 milioni di anni fa) sito nella provincia cinese di Guizhou, ha recentemente restituito all’interesse degli studiosi una vera rarità. Si tratta di minuscoli fossili, che sono stati sottoposti ai raggi X per poterne ricostituire l’immagine tridimensionale. Sbalorditivamente, il risultato ottenuto pare ritrarre degli organismi unicellulari, di 570 milioni di anni fa, “fissati” per sempre nel momento della divisione cellulare. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Science. Gli autori sostengono che il fossile rinvenuto potrebbe essere di una qualche forma di vita, a metà strada tra i batteri e gli animali, molto simile ai mesomicetozoi. Ovviamente sono attesi ulteriori studi in merito. Ciò che però resta interessante è che la scoperta costringe necessariamente a ripensare almeno in parte le teorie odierne sul passaggio evolutivo dagli organismi semplici a quelli più complessi.

Notizia 2: una tigre siberiana, splendido esemplare femmina di 9 anni, è fuggito dallo zoo Wuhu, nella provincia di Anhui, a causa della distrazione del custode che avrebbe chiuso male o lasciato aperto il cancello della gabbia. La tigre si è diretta in un parco pubblico dove ha seminato il panico tra le molte presone lì presenti. Un gruppo di 12 poliziotti, quindi, considerato lo stato di allarme suscitato dal felino, lo ha circondato ed abbattuto. Va notato che di tigri siberiane ne restano circa 500, ma il numero è in constante decremento. L’uccisone di questo esemplare – per giunta femmina! – è quindi da considerarsi come un vero e proprio delitto per la tutela della biodiversità. Quando si parla di Cina, non solo la tutela dei diritti umani dovrebbe venire in mente


In fumo l’Istituto d’Egitto del Cairo

Posted By on 19 dicembre 2011

Ieri, domenica 18 dicembre, alcuni manifestanti sono entrati nell’edificio dell’Istituto d’Egitto al Cairo, mentre ancora fumava per l’incendio del giorno prima. Hanno scrupolosamente iniziato a portare in salvo quanti più manoscritti antichi possibile, di cui una parte è purtroppo andata perduta.

Il Ministro della Cultura Shaker Abdel Hamid ha descritto quanto successo una «catastrofe per la scienza» e ha annunciato la «formazione di un comitato di specialisti nel restauro di libri e manoscritti quando le condizioni di sicurezza lo permetteranno».

«L’edificio conteneva manoscritti molto importanti e libri talmente rari che è difficile trovarne altre copie», ha detto il Ministro sabato, riferendo degli sforzi congiunti «di giovani della rivoluzione, del Consiglio supremo di cultura e di restauratori, per salvare ciò che può essere salvato».

«È un enorme disastro per l’Egitto», ha sottolineato Raouf El Reedy, ex ambasciatore egiziano a Washington e membro dell’Istituto.  Secondo l’esercito la causa del rogo sarebbero state delle bombe molotov lanciate dai manifestanti, ma questa versione è già stata contestata.

L’Istituto fu fondato nel 1798 durante la spedizione di Napoleone Bonaparte in Egitto al fine di promuovere la ricerca scientifica e, come ha notato l’archeologo Christian Leblanc, anch’egli membro, «questo istituto è parte della storia comune di Francia ed Egitto». L’edificio che attualmente ospita l’istituto risale agli inizi del ventesimo secolo e prima del rogo conteneva circa 200.000 libri, alcuni molto rari, in particolare relativi alla storia e la geografia egiziane.
Per avere una stima di ciò che è stato perduto, il Ministero della Cultura ha richiesto un inventario dei danni, che sarà però possibile solo quando la situazione nella zona di Tahrir tornerà alla normalità.

Infatti, nonostante l’incendio sia da considerarsi – come detto – un disastro davvero di dimensioni globali, nelle vicinanze gli scontri tra manifestanti anti-governativi e polizia militare continuano ad essere accesi e nessuno sembra fare molta attenzione alle rovinose conseguenze del rogo, che ha ridotto per sempre in cenere preziosissimi e rarissimi documenti.

Per saperne di più, qui trovate una pagina di aggiornamenti.


Da domani a Venezia: La fotografia del Giappone (1860-1910). I capolavori

Posted By on 16 dicembre 2011

Kusakabe Kimbei, "Oiran con ombrellino" (circa 1890)

(Comunicato stampa) Tra i prossimi appuntamenti del periodo natalizio veneziano, apre il 17 dicembre all’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti  la mostra che porta, per la prima volta in Italia, l’affascinante selezione di oltre 150 stampe fotografiche originali, realizzate dai grandi interpreti giapponesi ed europei di quest’arte agli albori della storia della fotografia, fra il 1860 e i primissimi anni del Novecento.
Saranno esposti capolavori di uno dei più importanti capitoli della storia della fotografia – nata in Europa ma subito sperimentata in Giappone – proprio nel periodo in cui, abbandonando un isolamento che durava da trecento anni, il Paese del Sol levante si apriva all’America e all’Europa, influenzando, con le immagini e le espressioni della sua creatività, il gusto dell’intero Occidente.
La mostra La Fotografia del Giappone (1860-1910). I capolavori è curata da Francesco Paolo Campione, direttore del Museo delle Culture di Lugano, e da Marco Fagioli; è coprodotta dal Museo delle Culture di Lugano e Giunti Arte mostre musei, cui si affianca, per l’appuntamento italiano, l’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti.
Con questa iniziativa l’Istituto Veneto conferma il proprio interesse per il mondo della fotografia, che risale fin dalla metà del XIX secolo con i premi industriali assegnati dall’Istituto ai primi sperimentatori di questa nuova tecnologia. In questi ultimi anni l’Istituto ha organizzato o ospitato varie mostre fotografiche, tra le quali si ricordano quelle dedicate a Ernest Hemingway e il Veneto, a Stanley Kubrick fotografo, all’immagine di Venezia negli anni dell’Unità d’Italia e, tuttora in corso, quella, di Graziano Arici, dedicata ad Andrea Zanzotto.
Inoltre, l’Istituto intende cogliere questa importante occasione, per promuovere una serie di iniziative di studio sul Giappone, che potranno caratterizzare l’inverno veneziano: in collaborazione con Venezia marketing, durante il carnevale, si dedicherà una intera serata al teatro No, con una manifestazione promossa assieme al Museo internazionale della maschera Amleto e Donato Sartori.

Kusakabe Kimbei, "Veduta di Tokyo da Atagoyama" (circa 1890)

Nei mesi di febbraio e marzo, si terranno poi cinque incontri, per un approfondimento di alcuni aspetti particolarmente rilevanti nella cultura giapponese, con l’intervento di specialisti, alcuni dei quali soci dell’Istituto.

1.   apertura del ciclo con un saluto introduttivo della Prof.ssa Adriana Boscaro dell’ Università C’ Foscari e una conferenza del Prof. Marco Fagioli dell’Università di Firenze, sul rapporto fra la fotografia della Scuola di Yokohama e l’ukiyo-e e sull’influenza che l’una e l’altro ebbero sul costituirsi dell’idea del «Giapponismo» nella cultura europea fra Otto e Novecento;

2.   conferenza del Prof. Massimo Raveri dell’Università Ca’ Foscari, sul rapporto fra religione e arte in Giappone e in particolare sull’influenza che il Buddhismo Zen esercitò sulla costituzione di un’ideale di ineffabile perfezione che traduce esperienza improvvisa e profonda che consente la «visione del cuore delle cose»;

3.   conferenza della Dott.ssa Rossella Menegazzo dell’Università Ca’ Foscari,  sul rapporto fra la tradizione pittorica giapponese e l’elaborazione dei soggetti del nuovo mezzo espressivo che, a sua volta influenzò l’evoluzione dei linguaggi artistici dell’epoca Meiji, in un peculiare gioco di rimandi estetici e visivi;

4.   conferenza del Prof. Bonaventura Ruperti dell’Università Ca’ Foscari, sulla descrizione del paesaggio e della natura nella letteratura giapponese, dalla tradizione al periodo Meiji, in particolare attraverso le narrazioni che hanno per oggetto i viaggi reali, i viaggi immaginari e le «erranze» e sulla relazione fra descrizione letteraria e rappresentazione fotografica;

5.   conferenza del Prof. Paolo Campione, direttore del Museo delle Culture di Lugano, sui temi e le peculiarità espressive della fotografia della Scuola di Yokohama e, in particolare sul suo valore all’interno della cultura e dell’arte del periodo Meiji e nel contesto della fotografia dell’Ottocento.


Già aperte le iscrizione per l’incontro di Sarvayoga 2012

Posted By on 13 dicembre 2011

Dopo il grande successo del congresso di Yoga Tradizionale di Assisi 2008 e di Rishikesh (India) 2010, un nuovo straordinario evento in Italia: un grande incontro sulla meditazione con la partecipazione delle maggiori scuole e tradizioni dell’Oriente e Occidente

Uno spazio speciale sarà dedicato alle moderne ricerche scientifiche sulla meditazione con esperti di neuroscienze e psicologia in una giornata di riflessioni su: Meditazione tra scienza e coscienza.

Il congresso si terrà a Assisi  dal 29 mazo al 1 aprile 2012.

Troverete tutte le informazioni e le modalità di iscrizione sul sito www.sarvayoga.org.

Uno sconto speciale è riservato per le iscrizioni entro dicembre 2011.

È un evento da non mancare per l’approfondimento e la pratica dello yoga nella sua più autentica essenza attraverso la meditazione.

Email: info@sarvayoga.org; qui la locandina.

(Comunicato stampa)


Due giapponesi alla Mondo Bizzarro Gallery

Posted By on 30 novembre 2011

Dal 03/12/2011 al 10/01/2012 la Mondo Bizzarro Gallery di Roma ospita due mostre in contemporanea:  Cotton Party di Yoko d’Holbachie e Takashi Murakami and the anime revolution di Takashi Murakami.

Cotton Party

Nata a Yokohama, in Giappone, nel 1971, Yoko d’Holbachie si è mossa a lungo nel mondo della grafica, dell’illustrazione e del design prima di imboccare con decisione la strada dell’arte visiva. E dal 2008, data della sua prima esposizione negli Stati Uniti, fino ai nostri giorni, questa originale artista giapponese ha bruciato le tappe, esponendo nelle più importanti gallerie del mondo e conquistando la copertina della prestigiosa rivista «Hi-Fructose».

Perfetto connubio di popsurrealismo californiano e giapponese stile kawaii, il lavoro di Yoko d’Holbachie è caratterizzato da una sorta di introspezione psicadelica, una vena da vibrante maestro del colore in grado di incendiare tele dove, ciò che sembrano essere luci di videogame, illuminano paesaggi immaginifici e commoventi, dando vita a personaggi fantastici eppure impossibili da dimenticare.

Personalità dallo stile inconfondibile, Yoko d’Holbachie terrà la sua prima personale italiana presso la galleria Mondo Bizzarro nel mese di dicembre, esponendo il suo lavoro negli spazi di via Reggio Emilia 32 accanto alle serigrafie di Murakami e a un’ampia selezione di tavole originali dei più popolari anime giapponesi. Un mese che la galleria romana ha votato all’arte giapponese, rendendo omaggio al Sol Levante, inesauribile fucina di cultura pop.

Takashi Murakami and the anime revolution

Definito dal «Time» come «il più influente rappresentante della cultura giapponese contemporanea», Takashi Murakami (ben noto al pubblico romano) è l’artista che ha stupito il mondo esponendo, nel 2010, il suo lavoro ultrapop nella solenne cornice della Reggia di Versailles. Nato nel 1962 in un quartiere popolare di Tokio, Murakami, dopo aver studiato a fondo e assimilato l’eredità della pittura classica del suo Paese, è riuscito nell’intento di coniugare la storia dell’arte del Sol Levante con il mondo del manga e degli anime, sintetizzando questo connubio solo apparentemente incredibile in una visione organica coerente: un universo dove l’inconscio collettivo esplicita le sue contaminazioni televisive e musicali nell’ambito di una nuova estetica superflat.

Il re indiscusso dello stile otaku, l’uomo su cui è ricaduta l’eredità ideale di Andy Warhol, Murakami è un creativo capace di rivificare l’immagine di Luis Vuitton e persino di Google con una mostra dove, accanto a una selezione di serigrafie firmate dal Maestro, troveranno spazio un grande numero di tavole originale firmate dai più illustri rappresentanti del cartone animato giapponese. Figure come quelle di Daytan, Gundam, Daltanious, Rocky Joe e molte altre, messe in dialogo diretto con le opere di Murakami per un allestimento che sarà una vera e propria camera delle meraviglie ultracontemporanea.


Carmina Indica: a Padova riflessioni tra Oriente e Occidente

Posted By on 26 novembre 2011

(Comunicato stampa) Dopo il successo dell’edizione 2010, dedicata ai Carmina BuranaCarmina Paduana torna con Carmina Indica, un progetto dedicato all’India che coniuga, come di consueto, il versante accademico e quello artistico.

L’iniziativa, organizzata dal Dipartimento di Lingue e Letterature Anglo-Germaniche e Slave dell’Università degli Studi di Padova, in collaborazione con il Dipartimento di Discipline Linguistiche, della Formazione e dello Spettacolo e con il Concentus Musicus Patavinus – Centro di Studi, Ricerche e Formazione Musicale, gode del patrocinio del Consolato Generale della Repubblica dell’India in Italia, dell’Associazione Italiana di Studi Sanscriti, del Cesmeo – Istituto Internazionale di Studi Asiatici Avanzati di Torino, dell’Università degli Studi di Padova e della Facoltà di Lettere e Filosofia.

Gli eventi di Carmina Indica prenderanno il via, nel pomeriggio del 28 novembre, con una conferenza sul tema La costituzione dello Stato nazionale italiano e lo sviluppo dei rapporti con l’India e l’Oriente, che si terrà nella Sala Caduti di Nassiriya presso il Palazzo del Capitanio.

Il 29 e 30 novembre, nell’Aula Nievo presso il Palazzo del Bo, si terrà il Convegno nazionale Figure letterarie e musicali dell’India in Occidente dal Settecento a oggi, in cui saranno esaminati secondo una prospettiva multidisciplinare gli aspetti storici, filosofici, letterari, artistici e musicali secondo cui si è articolata la ricezione della cultura indiana in Occidente

Nelle serate del convegno andranno in scena due spettacoli dedicati alle influenze indiane presenti nei temi e nelle sonorità della musica occidentale. Il 29 novembre, nella Sala dei Giganti presso il Palazzo del Liviano, si terrà il concerto di gala di Carmina Indica, in cui saranno presentati rari brani di musica da camera, tra cui la prima esecuzione assoluta della ricostruzione per canto e pianoforte dell’aria Wie fühl ich, ihr Götter, espressamente realizzata per questo concerto sulla base del manoscritto originale incompiuto della Sakontala di Franz Schubert.

Lo spettacolo del 30 novembre presso l’Auditorium del Centro Culturale Altinate – San Gaetano concluderà le tre giornate di Carmina Indica eseguendo preziosi brani di opere liriche dedicate all’India – Le roi de Lahore di Jules Massenet, Lakmé di Léo Delibes, La leggenda di Sakuntala di Franco Alfano – accompagnati dalle coreografie appositamente create dalla compagnia di danza contemporanea del Concentus Musicus Patavinus The Simple Company.

Qui la locandina dell’evento.


“Mother India”, diventare mamma in India: un documentario

Posted By on 21 novembre 2011

Si intitola Mother India ed è un documentario firmato da Raffaele Brunetti che, partendo da una vicenda attuale, tratteggia il profilo di una società, quella indiana, in cui tecnologia e tradizione convivono sul filo di una quasi antitetica compenetrazione. Il tema centrale è la maternità, in qualche modo, negata e la ricerca di un figlio ricorrendo alla fecondazione assistita. Il documentario è stato proiettato lo scorso 18 novembre, nell’ambito del Festival dei Popoli di Firenze.

Il regista Raffaele Brunetti

Sinossi. Jhuma e Niladri sono una coppia di Burdwan una città dello stato del Bengala a 100 km da Kolkata. Sono sposati da 8 anni e non hanno figli, un grosso problema, specialmente in India, dove una donna sposata senza figli è considerata impura. Qualche anno fa Niladri avrebbe probabilmente abbandonato Jhuma, lei sarebbe stata costretta ad un’esistenza infelice, la sua presenza durante eventi sociali o cerimonie religiose sarebbe stata considerata di cattivo augurio. Oggi la ricerca e il boom del business della fecondazione assistita offrono loro nuove possibilità, nuove speranze, nuove ansie. La coppia si mette in viaggio verso Hyderabad, un viaggio della speranza, di migliaia di chilometri, che li porterà nella clinica della dottoressa Rama. La dottoressa Rama è proprietaria di diverse cliniche nel sud dell’India e sta espandendo il suo business nei paesi del Golfo e nei Caraibi. Nella clinica di Hyderabad Jhuma entra in contatto con le dottoresse, le embriologhe, altre donne infertili e con le madri surrogate. I risultati delle analisi clinche metterano la coppia arrivata dal Bengala di fronte a scelte difficili. Il viaggio e la permanenza ad Hyderabad li cambierà per sempre.

Guarda il trailer.


“Visit India”… a Sabaudia: un documentario sulla comunità Sikh

Posted By on 19 novembre 2011

(Scheda) Visit India è un documentario, il racconto di un paesaggio umano che, dietro colori e riti religiosi, nasconde solitudini e spaesamento. Ordinaria quotidianità e sentimenti di chi si trova in una terra straniera, spesso senza famiglia, a volte in balia di un razzismo spicciolo o dell’atteggiamento di chi ignora l’altro solo perché è più facile così.

Cosa succede quando nasce la necessità di partire? Qual è la sensazione quando si arriva in un posto nuovo e ostile? Le risposte in fondo il documentario non le ha trovate, ma solo “sentite” attraverso immagini e silenzi, perché gli indiani sikh parlano molto poco l’italiano e quando lo fanno si esprimono con le parole pratiche, quelle che sanno poco di emozioni, ma buone per sopravvivere. Questo è stato il motivo principale per il quale le riprese sono state girate direttamente da Patrizia Santangeli, una scelta che con il tempo le ha consentito di conquistare la fiducia di molti: «Mi piaceva sentirmi straniera a poca distanza da casa, arrivata da molto vicino e accolta sempre come un’ospite speciale. Non avere una troupe al seguito mi ha permesso di avere una relazione più spontanea e spesso per i sikh è diventato un gioco farsi riprendere. Come tutte quelle volte che uomini, donne e bambini si sono messi in posa immobili come si fa per le foto, consegnandomi la loro fiducia  per lunghi secondi di ripresa con la videocamera. La videocamera non mi ha protetto dalle emozioni, anzi, è diventata complice di una conoscenza più intima. Spesso mi sono ritrovata a riprendere pensando che non sarebbe successo niente, ma poi, inevitabilmente, qualcosa accadeva. Sempre. Anche perché perfino il passaggio di una bicicletta era una cosa importante».

Il documentario evita di indugiare sul disagio per non strumentalizzare situazioni e persone: gli immigrati sono uomini e donne come noi che, in più, meritano il rispetto tributato ai coraggiosi. Sono loro che per migliorare il tenore di vita della propria famiglia hanno lasciato affetti e sicurezze. Loro che lavorano a testa bassa per tre euro l’ora e aspettano il giorno che li riporterà in India o che li farà sentire a casa anche qui, in Italia.

Nell’ambito del Festival Visioni Fuori Raccordo 2011, Visit India sarà proiettato il 24 novembre alle ore 19.30 al Nuovo Cinema Aquila (Roma).


Buddhismo e meditazione tra Chieti e Pescara

Posted By on 16 novembre 2011

Il 18 novembre 2011, presso l’Università degli studi G. D’Annunzio di Chieti, avrà luogo il convegno Meditazione, Mindfulness ed Emozioni organizzato dall’Associazione Buddhadharma in collaborazione con la Facoltà di Psicologia del medesimo ateneo. I relatori saranno: Tae Hye Sunim, Mario Fulcheri, Bianca Pescatori, Marika Nuti, Antonino Raffone, Federica Mauro, Alessandro Giannandrea, Henk Barendregt.

Nei giorni 19 e 20 novembre 2011, inoltre, al Museo delle Genti di Pescara, si terrà il secondo seminario annuale Interrogando il Buddha sulla dottrina buddhista e pratica della meditazione, presieduto da Tae Hye Sunim.

Gli eventi sono patrocinati dall’Università degli Studi G. D’Annunzio di Chieti, dal Centro Studi Italiano Mindfulness e dalla Associazione Abruzzo Mindfulness.

Entrambi gli incontri sono gratuiti ed aperti a tutti gli interessati. Per maggiori informazioni: tel. 349 0998422; email: info@buddhadharma.it; sito: www.buddhadharma.it. Qui la locandina dell’evento.


Al Macro apre “La grande astrazione celeste”

Posted By on 14 novembre 2011

Sarà presentata il 15 novembre alle ore 11.00 presso gli spazi del Macro la mostra La grande astrazione celeste. Arte cinese del XXI secolo, che potrà essere visitata dal 16 novembre 2011 al 15 gennaio 2012 (qui trovate l’invito; inoltre, il 16 novembre, alle ore 16.00 è organizzato un incontro e visita alla mostra dedicato esclusivamente ai docenti). Si tratta di una selezione di 32 opere prodotte da 15 artisti cinesi, già in mostra nel 2010 al NAMOC di Pechino. Il curatore dell’evento è Achille Bonito Oliva. Gli artisti, sottolinea il comunicato stampa, «appartengono a generazioni diverse e grazie a loro è possibile rintracciare un’astrazione in continua trasformazione dal 1973 fino ai giorni nostri, dove la pittura acquista una misura minimale e trova una assonanza con la ricerca artistica occidentale per la quale l’arte, come diceva Leonardo Da Vinci, è “cosa mentale”».


Allarmante… con preghiera di firmare

Posted By on 10 novembre 2011

Cari lettori, a fianco delle notizie allarmanti che si susseguono in questi giorni e che per lo più riguardano gli aspetti macroscopici della crisi economica, mi permetto qui di seguito di aggiungere una lettera che ho appena ricevuto via mail. Il testo è in inglese e riguarda la pericolosa prospettiva di tagliare drasticamente i finanziamenti alla ricerca, introducendo implicitamente l’idea che tutto ciò che non riguarda tecnologia, scienza applicata e simili, tutto sommato sia sacrificabile sull’altare del risparmio in tempi di magra. Voglio solo sottolineare, qui, che i tagli in discipline “rare”, come ad esempio lo sono alcuni ambiti della filologia, della letteratura, della filosofia, ecc., quando portano all’estinzione degli specialisti per mancanza di fondi, con ciò portano alla parallela scomparsa di nicchie di competenza che alle volte possiamo davvero definire delle vere e proprie eccellenze “di casa nostra”, delle punte di diamante a livello mondiale. Immaginamoci, poi, che in un futuro le cose migliorino economicamente e che vi sia ad esempio la volontà di ripristinare tali discipline… ebbene, saremmo costretti a “mendicare” il sapere da chi, in modo decisamente più lungimirante, avrà saputo tenere in vita queste particolari scienze, e immagino che ciò ci costerà molto di più di quanto costi adesso, soprattutto se consideriamo la situazione in termini di formatori che dovranno essere chiamati da Paesi stranieri a rieducare e riaggiornare i nostri allievi. Ma nel frattempo, i nostri allievi che dovessero trovarsi sguarniti di formatori in tali discipline, dovrebbero necessariamente recarsi a studiarle nei centri sopravvissuti, ad esempio muovendosi verso l’estero ed incrementando in tal modo il prestigio di quelli a scapito dei nostri. Di conseguenza, alla fuga dei cervelli si sommerebbe anche un’ulteriore incapacità di attrarre studiosi presso i nostri (inadeguati) centri di ricerca. A voi pare che tutto ciò abbia davvero senso? Che sia un valido modo di gestire il capitale in tempi di crisi? Se la risposta è “no”, allora leggete la lettera e firmate la petizione.

Dear colleagues,
with this message we would like to invite you to sign an Open Letter addressed to the European Commissioner for Research and Innovation (www.eash.eu/openletter2011 ), alerting her to the vital insights that Socio-economic Sciences and Humanities (SSH) contribute to address Europe’s and the world’s Grand Societal Challenges.
In view of legislative decisions to be taken on the next 100-Billion-worth EU Framework Programme Horizon 2020 (2014-2020), the letter stresses the necessity for a varied and strong research programme in the Socio-economic Sciences and Humanities (SSH): it argues that neglecting such potential contributions as SSH research risks undermining the EU strategy to develop innovative, inclusive and sustainable societies. Yet, there still is a distinct danger of insufficient funding in Horizon 2020 for research areas such as cultural change, demography, education, the economy and globalisation, identity politics and social cohesion, and many others. For background information on these matters see: www.eash.eu/openletter2011
The Open Letter initiative has grown out of deliberations among a number of European umbrella organisations in the area of SSH, and seeks to bring to the attention of the European Commission and national governments the concerns of the largest research community in Europe.
If you agree, that a substantial and independent SSH-centered research programme should be included in all future European Framework Programmes,  we invite you to sign the Open Letter online at www.eash.eu/openletter2011. Please also kindly spread this invitation to sign in your institutions and among your networks.
First results of this initiative will be presented to Commissioner Geoghegan-Quinn on 10 November 2011. We hope to be able to point to a high number of signatures as an expression of a groundswell of support and concern among SSH communities. The collection of signatures will, however, continue after this specific date, as the legislative decision process will last for longer.
Thank you in advance for signing and for supporting this initiative. Do not hesitate to contact us if you have any questions: SSH-letter@net4society.eu.
On behalf of the Inter-agency Task Group on SSH.Professor Milena Zic-Fuchs (Chair ESF Standing Committee for the Humanities)
Sir Roderick Floud (Chair ESF Standing Committee for the Social Sciences)