Malwa, viaggio nell’India centrale

Posted By krishna on 28 luglio 2010

Parma
mercoledì 28 luglio 2010
ore 21.45
Biblioteca Civica, V.lo S.Maria 5

Nell’ambito della rassegna In viaggio con la macchina fotografica, Marco Cavallini presenta Malwa, viaggio nell’India centrale, oggi alle 21.45 all’interno del Cortile della Biblioteca Civica.

Saranno anche presenti con una piccola mostra delle loro foto, anche Elisa Degiovanni , Cristina Maestri e Giovanni Ruzzi.

L’evento è organizzato in collaborazione con l’Associazione Amurt e con il patrocinio dell’Agenzia Associazionismo e Cooperazione del Comune di Parma e in collaborazione con l’Istituzione delle Biblioteche del Comune di Parma. Presenterà la serata: Teresa Malice.

Per informazioni: Parmafotografica, Sezione del Circolo Aquila Longhi, V.lo S. Maria 1, Parma.



Venezia, dal 30 luglio “Walking China”: uno sguardo alla Cina nell’arte contemporanea

Posted By krishna on 26 luglio 2010

Uno sguardo contemporaneo sulla Cina che si inserisce all’interno della mostra di arte contemporaneaWalking Freedom Fort 2010, a visual art exhibition, percorso di arti visive e performance interattive‘. È questo ‘Walking Cina‘, esposizione curata da Adolfina De Stefani e Barbara Codogno che verrà inaugurata il 30 luglio alle 21 nel Padiglione 36 di Forte Marghera (ex Biennale Krossing) a Venezia (ingresso libero).

La serata, condotta da Cristina Fiore, si articolerà in due momenti performativi aventi la Cina come punto di riferimento artistico. Barbara Codogno introdurrà la poetica di Giorgio Peccolo e presenterà al pubblico l’installazione video-fotografica ‘China Vision’ da lui realizzata. L’artista che in Cina ha vinto il prestigioso premio China Pingyao International Photography Festival, insegna ‘tecniche di photoshop’ all’Università di Shanxi a Taiwan e collabora con note riviste cinesi come Picszine e Duzhe. Cristina Fiore presenterà poi ‘Il sacrificio del thè’ di Adolfina De Stefani, in cui ”si contrappone il rito del thè delle cinque pomeridiane, momento di aggregazione sociale – spiega la De Stefani – a un conflittuale dialogo-scontro tra due amanti che sacrificano la bevanda con azioni violente, ma che nel contempo intrecciano una conversazione musicale”. L’esposizione è visitabile fino al 27 agosto dal venerdì alla domenica dalle 17 alle 20 e con ingresso libero.

WALKING Freedom Fort 2010, patrocinato da Vivilforte (Comune di Venezia), Forte Marghera e Marcopolosystem ( Regione del Veneto), si inserisce all’interno delle iniziative VivilForte e si propone di valorizzare la produzione artistica contemporanea, creando un percorso di contaminazione tra Arti Visive e Interactive Digital Performance.
All’esposizione faranno da eco
importanti appuntamenti a tema, anch’essi ad ingresso libero: eventi performativi/teatrali/video/musicali si terranno nelle aree esterne del Forte, in specifiche location.
WALKING è percorso rivolto al futuro. Un futuro di contaminazione tra differenti culture, emozioni, linguaggi.
In un contesto interculturale in forte cambiamento l’artista si fa tramite e tracciato. Vive diverse traiettorie di senso, di appartenenza: analizza e traduce.
Creando sempre nuove e vitali aperture di significato, di definizione.

WALKING – LAB: Melting pot
All’interno dell’Exhibition WALKING, nel padiglione 36 di Forte Marghera, le curatrici hanno previsto uno spazio adibito a laboratorio collettivo con la creazione “Walking Progress” di pensieri d’artista Melting Pot. Sono invitati a partecipare quanti intendano determinare la loro presenza alla manifestazione, siano essi artisti già consolidati o all’inizio di un percorso di Arti Visive. Tutti i partecipanti dovranno muoversi, ragionare, esprimersi avendo come riferimento il “quadrato”: le opere saranno realizzate su supporti rigorosamente della dimensione di cm 15×15.
Ogni lavoro creato verrà esposto per tutto il periodo della manifestazione per poi diventare un Archivio Permanente a Forte Marghera.

WALKING WITH
ABUSERS collective, Aldo Aliprandi, Marianna Andrigo, Michelangelo Barbieri, Alesandro Bellotto, Marco Bottin, Gino Blanc, BNTMRC77, Claudia Bortolato, Chiara Bortoli, Mariano Bellarosa, Alessandro Cardinale, Barbara Cotogno, Elisa Dal Corso, Larissa Demidova, Adolfina De Stefani ,Takane Ezoe, Fabio Ferrando, Cristina Fiore, Flavio Galletti, Simonetta Giacometti, Cristina Gori, liibaan, Alberto Lisi, Sirio Luginbühl, Vasco, Manea, Antonello Mantovani, Marcello Mauro, Giorgio Peccolo, Andrea Penzo, Francesca Raineri, Francesca Sinigagliese, Elisa Rampon, Alessandro Rinaldi, Jennifer rosa ,Andrea Rosset, Fiorenzo Cancan, Monica Zucchetti
(Di ogni artista verranno successivamente inviate alle rispettive redazioni – e consegnate durante la conferenza stampa di cui a breve avrete notizia – le note artistiche/ biografico/ poetiche nonché le immagini relative alle opere esposte)
HaPPenInG
Il numero delle serate – happening potrà variare con l’inserimento di ulteriori artisti e performer di cui tempestivamente daremo dettagliate informazioni con appositi comunicati stampa)
Venerdì 30 luglio 2010 ore 21.00: WALKING CHINA uno sguardo contemporaneo sulla Cina conduce Cristina Fiore
Venerdì 27 agosto 2010 ore 18.00 : WALKING HEART BOIDS installazione di Barbara Codogno e Marcello Mauro
Ore 20.00 Performance : Larissa Demidova
Ore 21.00 Presentazione Catalogo a cura di Bruno Francisci

Info:
WALKING FREEDOM FORT 2010
Forte Marghera Via Forte Marghera, 30173 Venezia
Tel:349 5319262 – 349 8682155


ValigiaBlu raccoglie firme contro la legge bavaglio

Posted By krishna on 25 luglio 2010

Il sito ValigiaBlu.it si fa promotore di un importante campagna contro la cosiddetta “legge bavaglio” che potrebbe minare seriamente la libertà di espressione e d’informazione dei blogger italiani. Se anche tu gestisci, segui o contribuisci ad uno o più blog, vai a questo link e sottoscrivi il seguente testo:

Al Presidente della Camera, On. Gianfranco Fini
Al Presidente della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati On. Giulia Bongiorno
Ai Capi-gruppo alla Camera dei Deputati
A tutti i Deputati

La decisione con la quale, lo scorso 21 luglio, il Presidente della Commissione Giustizia della Camera, On. Giulia Bongiorno, ha dichiarato inammissibili gli emendamenti presentati dall’On. Roberto Cassinelli (PDL) e dall’On. Roberto Zaccaria (PD) al comma 29 dell’art. 1 del c.d. ddl intercettazioni costituisce l’atto finale di uno dei più gravi – consapevole o
inconsapevole che sia – attentati alla libertà di informazione in Rete sin qui consumati nel Palazzo.

La declaratoria di inammissibilità di tali emendamenti volti a circoscrivere l’indiscriminata, illogica e liberticida estensione ai gestori di tutti i siti informatici dell’applicabilità dell’obbligo di rettifica previsto dalla vecchia legge sulla stampa, infatti, minaccia di fare della libertà di informazione online la prima vittima eccellente del ddl intercettazioni, eliminando alla radice persino la possibilità che un aspetto tanto delicato e complesso per
l’informazione del futuro venga discusso in Parlamento.

Tra i tanti primati negativi che l’Italia si avvia a conquistare, grazie al disegno di legge, sul versante della libertà di informazione, la scelta dell’On. Bongiorno rischia di aggiungerne uno ulteriore: stiamo per diventare il primo e l’unico Paese al mondo nel quale un blogger rischia più di un giornalista ma ha meno libertà.

Esigere che un blogger proceda alla rettifica entro 48 ore dalla richiesta – esattamente come se fosse un giornalista – sotto pena di una sanzione fino a 12 e 500 mila euro, infatti, significa dissuaderlo dall’occuparsi di temi suscettibili di urtare la sensibilità dei poteri economici e politici.

Si tratta di uno scenario anacronistico e scellerato perché l’informazione in Rete ha dimostrato, ovunque nel mondo, di costituire la migliore – se non l’unica – forma di attuazione di quell’antico ed immortale principio, sancito dall’art. 19 della dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo e del cittadino, secondo il quale “Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la
propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere”.

Occorre scongiurare il rischio che tale scenario si produca e, dunque, reintrodurre il dibattito sul comma 29 dell’art. 1 del ddl nel corso dell’esame in Assemblea, permettendo la discussione sugli emendamenti che verranno ripresentati. L’accesso alla Rete, in centinaia di Paesi al mondo, si avvia a divenire un diritto fondamentale dell’uomo, non possiamo lasciare che, proprio nel nostro Paese, i cittadini siano costretti a rinunciarvi.

Guido Scorza, Presidente Istituto per le politiche dell’innovazione

Vittorio Zambardino, Scene Digitali

Alessandro Gilioli, Piovono Rane

Arianna Ciccone, Festival Internazionale del Giornalismo e Valigia Blu

Filippo Rossi Direttore, Ffwebmagazine e Caffeina magazine

Claudio Messora, Byoblu

Federico Mello, Il Fatto Quotidiano

Stefano Corradino, Articolo 21

Luca Conti, Pandemia

Fabio Chiusi, Il Nichilista

Daniele Sensi, L’AntiComunitarista

Wil Nonleggerlo, Non leggere questo Blog!

Controlla qui l’elenco dei firmatari.


La Cina del XXI secolo: immagini a Firenze

Posted By krishna on 25 luglio 2010

Dal 26 luglio al 18 settembre 2010 alla Galleria FNAC di Firenze, presso il Centro Commerciale I Gigli, è allestita la mostra fotografica Far West Cinese di Paolo Woods.

Negli ultimi anni, la Cina è partita alla conquista del continente nero. Nero di pozzi di petrolio, di giacimenti minerari, di ferro, di rame, di oro, di riserve naturali di gas, di legno dei boschi. Con un tasso di crescita pari al 10% annuo (quasi il doppio dell’Italia negli anni del boom), nessuno più di Pechino ha bisogno di mettere le mani su questo nuovo – e ultimo – pozzo energetico mondiale. Così, mentre politici e diplomatici si affannavano a stringere accordi promettendo cancellazione del debito, forniture militari e infrastrutture in cambio dell’utilizzo di queste fonti, migliaia di imprenditori cinesi si trasferivano in Africa e costruivano ferrovie in Angola, ponti in Ruanda, autostrade in Etiopia, acquedotti, strade, porti e aeroporti.

Per alleviare la sua sete di petrolio e la sua fame di rame, di uranio e di legname, Pechino ha lanciato le sue imprese e i suoi avventurieri alla conquista dell’Africa. Per i 500.000 cinesi che vi si sono riversati il continente nero è la promessa di un Far West del XXI secolo. Alcuni hanno già fatto fortuna, altri vendono ancora paccottiglia ai bordi delle strade infuocate dei paesi più poveri del mondo. Per gli africani è forse l’evento più importante dei loro 40 anni d’indipendenza. I cinesi non assomigliano agli ex-coloni. Seducono i popoli perché costruiscono strade, dighe e ospedali, e i dittatori perché non parlano di democrazia o trasparenza.

Nel giro di pochissimo, è così nata la Cinafrica, terra in cui Serge Michel e Michel Beuret – seguiti dall’obiettivo fotografico di Paolo Woods – hanno viaggiato per oltre due anni, regalandoci il primo reportage illustrato dal cuore del futuro asse economico mondiale.

Dalle campagne impoverite nel cuore della Cina alle poltrone in cuoio dei ministri africani, le foto di Paolo Woods raccontano l’avventura dei cinesi partiti per costruire, produrre e investire in una terra che l’occidente giudica ormai buona solo a ricevere aiuti umanitari. Sono immagini rare a causa degli ordini di Pechino, che non vuole clamore intorno alla sua conquista. Queste foto danno un volto ad un fenomeno che non è solo un prodotto della globalizzazione ma forse il suo più inaspettato compimento.

Paolo Woods, 34 anni, nato in Olanda da padre canadese e madre olandese. Cresce in Italia. Vive a Parigi. Ha lavorato nella fotografia pubblicitaria e di moda. Inizia a occuparsi di reportage nel 1998. Fotografa in Italia, Francia, Haiti, Vietnam, Marocco, Egitto, Kossovo, Albania. A partire dal 2001 si dedica in particolar modo all’Iran, al Pakistan e all’Afghanistan. Nel 2003 per l’editore Le Seuil (Parigi), insieme ai giornalisti Serge Michel e Serge Enderlin, realizza un libro sul mondo del petrolio Un Monde de Brut che lo porterà a lavorare tra l’altro in Angola, Russia, Kazakhastan, Iraq. Nel 2004, sempre per Le Seuil, pubblica insieme a Serge Michel American Chaos un lungo reportage sull’Afghanistan e l’Iraq. I libri sono editi in Italia da il Saggiatore e da Contrasto.
I suoi reportage sono pubblicati su Time, Newsweek, Stern, Le Monde, e numerose altre riviste internazionali. Ha esposto in Francia, Italia, Spagna, Stati Uniti. Sue fotografie sono conservate alla Biblioteca Nazionale di Francia, nella collezione della FNAC e nella collezione dello Sceicco Saud Al- Thani in Qatar.

Per informazioni:
via San Quirico 165
50013 Campi Bisenzio (FI)
T 055 9040100
Lun-sab: 9.00 – 22.00
Aperto la prima domenica del mese
www.fnac.it – Ingresso libero


Riflessioni estive… tra Oriente e Occidente.

Posted By krishna on 22 luglio 2010

Pasqualotto, G., Oltre la filosofia. Percorsi di saggezza tra Oriente e Occidente, pp. 222, Angelo Colla Editore 2009, € 19.00, ISBN 978-88-89527-38-2.

Oggi si parla e si scrive tanto di saggezza, specialmente di saggezza orientale. Così, ci vengono propinate massime di antichi Maestri di saggezza perfino negli slogan pubblicitari o in libri su come si diventa felici in una settimana.

Questo lavoro contribuisce invece a sfatare una volta per tutte il falso mito di una facile saggezza spacciata per filosofia a basso prezzo.

La saggezza, sia in Occidente sia, ancora di più, in Oriente, risulta essere, al contrario, un patrimonio di pensieri profondi sempre congiunti a pratiche impegnative: essa offre non solo visioni del mondo, ma anche esperienze di vita. Consiste infatti in teorie coerenti sempre associate a pratiche corrette: in particolare, tali pratiche non sono affidate al caso o all’improvvisazione individuale, ma si coordinano in azioni finalizzate al bene e in precisi esercizi fisici e mentali, sperimentati in collaudate Scuole di saggezza.

In definitiva, il libro cerca di dimostrare che la saggezza non è, e non è mai stata, qualcosa di meno, ma qualcosa di più della filosofia.

Le Recensioni

«Area»
01-09-2009

Che cosa c’ è oltre l’”amore per la sapienza” (philo-sophia)? C’è la sapienza (sophia), una condizione di esser presenti a se stessi e di comportarsi con il mondo circostante che travalica erudizione, cultura, intelligenza. La sophia è modo di essere che si traduce in atti esemplari, in esperienza che lascia dietro di sé ogni sapere astratto. Ma tale traguardo si colloca al culmine di un itinerario fluido che riconosce insostanzialità e impermanenza dell’Io, così da propiziare la fine dei dualismi di soggetto e oggetto, di conoscente e conosciuto. Occorre cioè imparare a con-sentire divenendo imperturbabili e non insensibili, conformati a controllo, equilibrio, misura, per realizzare il vero ben-essere. Giangiorgio Pasqualotto addita in questa raccolta di saggi un percorso transculturale che guarda da un lato ai precetti stoico-pitagorico-epicurei, di pari passo alle espressioni sapienziali taoiste e del buddismo zen. Ciò che può sorprendere è quanto scaturisce da simili ricognizioni: andare “oltre la filosofia” non prevede un movimento che sorpassa, ma un cammino a ritroso che recupera. Perché il rinvenimento di tale dimensione si colloca “prima” e non “dopo” la filosofia, anteriore alla sua deriva di conoscenza teorica e schema intellettualistico. Perché, la conoscenza deve avere sempre funzione di mezzo e mai di fine. II contatto con la vera saggezza sembra dunque, soprattutto in Occidente, essersi interrotto da molti secoli, quando già nell’antica Grecia la filosofia divenite esercizio per retori e mera trasmissione di scuola. Si può allora parlare ancora, dal Medioevo all’Età dei Lumi e fino ad oggi, di qualcosa che riecheggia il retaggio di questo patrimonio arcaico, in mezzo alla Babele di asserzioni e confutazioni generate dalla ratio discorsiva? L’autore addita in proposito alcuni passi illuminati di Nietzsche, le massime di Montaigne, qualche brano di Schopenhauer, riconoscendo al contempo l’irrecuperabilità dell’eccezionale temperie che consentì la fioritura del magistero dei presocratici sino alle tarde propaggini platoniche. Un esempio, quello di Pasqualotto, di confronto fra due mondi antitetici, attento più alle applicazioni del retto pensiero alla pratica, che ai vuoti virtuosismi intellettualistici fini a se stessi. Una disamina che, malgrado le difficoltà, mostra la possibilità di trovare residue consonanze e occasioni di confronto fecondo pur nella distanza delle rispettive posizioni. (L.P.)

«l’Unità»
09-01-2009

«Secondo una diffusa opinione  il saggio è colui  che, con un linguaggio  chiaro e semplice, sa rivelare il senso della vita: evitando le fatiche dell’argomentazione concettuale, ci svela il segreto dell’esistenza in  poche massime brevi e illuminanti. Ecco quindi il successo di tanti libri che raccolgono «i detti degli antichi  maestri», presentati come perle di saggezza per imparare a vivere più sereni e anche più felici. Questa  concezione corrente della saggezza finisce però per far credere che essa sia una sorta di ragionamento  filosofico a buon mercato: una sottospecie della filosofia che s’illude di poter sostituire il rigore  della logica con la leggerezza dell’intuizione. Secondo Giangiorgio Pasqualotto, tale idea svilita della saggezza è il portato di una scissione avvenuta nel pensiero occidentale in seguito all’avvento del cristianesimo. A  partire dal medioevo, infatti, l’antica figura del saggio, ereditata dal mondo greco-romano, si dissolve per essere sostituita da due personaggi  contrapposti: da un lato il  santo, dedito a trasformare la propria  vita in un esempio di comportamento perfetto in quanto illuminato dalla fede – e dall’altra il teologo-filosofo  impegnato nell’elaborazione di un sapere puramente astratto e speculativo. Ma la saggezza, avverte Pasqualotto, non è un prodotto inferiore, bensì una disciplina che va Oltre  la filosofia – come recita il titolo di  una sua raccolta di scritti recentemente pubblicata. Infatti, sia nel mondo antico sia nelle tradizioni  presenti in Oriente, «per essere saggi  non è sufficiente elaborare o conoscere una valida teoria dell’intera realtà,  ma è necessario comunicarla  correttamente e assumerla come  fondamento per una pratica di vita  virtuosa». Il saggio dunque si dedica sì alla speculazione teorica ma solo per arrivare a un’esistenza illuminata, capace di porsi come modello valido per tutti. Non accontentandosi di pensare bene, cerca anche di agire bene: abbina sempre alla riflessione astratta una disciplina concreta, fatta di complessi esercizi fisici e  mentali – siano essi i regimi dietetici  proposti da Pitagora, o le varie forme di meditazione elaborate in Oriente da induismo, buddhismo e taoismo. Agendo non solo sul proprio pensiero, ma su tutto se stesso, il saggio quindi è più che un filosofo: diventa un maestro di vita, dedito a insegnare ai propri allievi e al mondo intero una via di liberazione dalla sofferenza, un’arte del vivere bene. Convinto che la nostra filosofia sia destinata a una crisi irrisolvibile se non si apre al confronto con altre scuole di saggezza, Pasqualotto si dedica da anni alla comparazione tra forme di pensiero orientale e occidentale, a partire dal suo celebre Il Tao della filosofia, del 1989.»(..) (Giampiero Comolli)

«Il Giornale di Vicenza»
07-01-2009

«C’è quella in pillole o fai da te.  Quella multiuso o da dispensare solo in determinate occasioni. Oggi la saggezza ha assunto le connotazioni più svariate, al  punto da diventare spesso una  filosofia spicciola, un bene consumistico usa e getta. Come se fosse sufficiente seguire le indicazioni  di uno slogan per raggiungere la felicità. Giangiorgio Pasqualotto tenta di sfatare tale mito nel volume Oltre la filosofia. Percorsi  di saggezza tra Oriente e Occidente, delineando il patrimonio di pratiche e  nozioni che sottendono il conoscere,  il dire e il praticare la verità.  Queste infatti sono le triplici  funzioni della saggezza  che sia in Oriente, sia in Occidente si caratterizza per le seguenti  componenti: la teoria  intesa come conoscenza della realtà interna ed esterna all’uomo, l’etica come traduzione  nei comportamenti dei risultati  della conoscenza, la comunità  come luogo primario della sperimentazione dell’etica, gli esercizi del corpo e della mente come allenamento e il maestro come strumento di trasminissione dei contenuti. In base a questo quadro di riferimento si deduce che soltanto  fino all’avvento del Cristianesimo le forme della saggezza nelle due tradizioni hanno avuto un itinerario simile, per poi divergere. Partendo dalle similitudini  tra filosofia occidentale e  orientale, l’autore affronta il rapporto tra Eraclito e il taoismo. La saggezza consiste nell’ indagare se stessi rendendosi  conto della struttura relazionale dell’io e acquisendo così una  soggettività più ampia in quanto costituita da connessioni infinite, «In tal senso si può equiparare, con Eraclito, la saggezza alla mania e, con i taoisti, la  saggezza alla condizione di vuoto; con l’avvertenza, però, che ciò non significa affatto un cedimento a forme di irrazionalità,  ma “produzione di una  realtà più complessa”». Una  forte affinità con il taoismo è  presente anche in Spinoza che vede il saggio come colui che non si adira, che agisce bene, in quanto asseconda la propria natura, esplicandosi come modo della Natura o del  “grande Tao”. Pasqualotto analizza poi le analogie tra Nietzsche e il buddhismo zen. Entrambi partono dal considerare l’inconsistenza  dell’io, che porta alla frantumazione dell’opposizione soggetto-oggetto, cioè concordano nel trovare all’interno delle nostre abitudini conoscitive una quantità di moralismo che influenza il criterio di giudizio. Il saggio quindi si deve  liberare dall’intenzionalità dell’azione, prescindendo da ogni verità acquisita e scegliendo  la solitudine e la meditazione  per ottenere la migliore illuminazione possibile di sé e degli  altri. Sempre in ambito etico si colloca la convergenza tra Buddha e Schopenhauer, infatti entrambi sono a favore dell’efficacia delle azioni, più che della loro coerenza astratta. L’ultimo capitolo è dedicato invece agli antidoti contro la malinconia, cioè a quei gioielli di pensiero che, pur trovandosi di tanto in tanto nel pensiero occidentale, in Oriente sono incastonati lungo le vie di ogni pratica spirituale. L’autore sostiene quindi che «per curare paura e depressione, radici della malinconia, più che l’esagerato eloquio della metafisica o l’arido prontuario farmaceutico, serve la pratica della filosofia, ossia la saggezza». (Cherubina Marte)


Continua la corrispondenza di amorosi sensi tra Toscana e Cina, per un rapporto “di sanità”

Posted By krishna on 21 luglio 2010

Dopo le recenti notizie relative a progetti di scambi culturali ed economici tra Toscana e Cina, ora pare che il Paese di Mezzo voglia rivedere il proprio sistema sanitario sulla scorta dell’esempio toscano. Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, attualmente è a Shanghai ad esporre ai colleghi cinesi il funzionamento della sanità regionale. Spiega Rossi: «abbiamo fatto un seminario. Sono molto interessati al nostro modello, promuoveremo incontri tra i nostri dirigenti e operatori sanitari e i loro. L’intenzione è quella di costruire un programma di scambi, anche dal punto di vista formativo. Apprezzano la nostra capacità di fornire prestazioni di livello tenendo sotto controllo la spesa». A “lezione” da Rossi, oltre a vari rappresentanti della sanità cinese e delle amministrazioni locali, c’era anche il Viceministro alla sanità Zhu Qingsheng. La collaborazione si dimostra interessante soprattutto alla luce del fatto che la Cina, lo scorso anno, ha approvato una riforma sanitaria con cui passa al sistema pubblico, ed ha stanziato un miliardo e 125 milioni di dollari, in piano triennale, per attuare i cambiamenti necessari.

Inoltre, c’è vivo interesse da ambo le parti a stabilire un volo regolare Pisa-Shanghai proprio mentre la Toscana punta ad attirare investitori cinesi in regione e ad esportare i propri prodotti tipici. Rossi sottolinea come «mi hanno detto che qui nei ristoranti è difficilissimo trovare il vino toscano mentre è sempre disponibile quello francese e spagnolo. Dobbiamo promuovere di più questo nostro prodotto di eccellenza. Qui la Toscana è apprezzata, fuori dal mostro padiglione all’Expo di Shanghai c’è sempre la coda». Ma il ponte economico è solo una delle attività che Rossi intende avviare: «il 2011 sarà l’anno della cultura cinese. Il 10, 11 e 12 novembre prossimi arriveranno a Firenze 200 ricercatori di 50 università per parlare della loro attività scientifica. Inoltre vorremmo organizzare una grande esposizione dell’arte contemporanea cinese al Museo Pecci di Prato». Sul versante del turismo, poi, il Governatore sembra accogliere con entusiasmo il sempre maggior interesse dei cinesi per viaggi culturali ed eno-gastronomici di alto profilo: «qui vogliono puntare su quello di qualità e non più mordi e fuggi, con viaggiatori che si fermano in Toscana più a lungo. Anche questo è un settore che ha grandi prospettive di sviluppo».

La Cina è sempre più vicina.


Quando fantascienza e pubblicità si incontrano… in Giappone

Posted By krishna on 21 luglio 2010

In Giappone inizia la sperimentazione di cartelloni pubblicitari davvero particolari: dotati di telecamera, sono in grado di riconoscere i passanti e confezionare gli annunci in base ai dati rilevati. Non si tratta certo (o non ancora!) di una tecnologia da spionaggio, ma senz’altro di un’innovazione tecnologica interessante soprattutto per gli sviluppi che potrebbe avere in futuro: la telecamera, infatti, tramite un software di riconoscimento facciale, determina solo il genere e l’età indicativa delle persone, non è cioè in grado di riconoscerne l’identità (come invece accade per i cartelloni pubblicitari del romanzo di Philip K. Dick, Rapporto di minoranza), ma raccoglie esclusivamente i dati demografici. I responsabili del progetto assicurano infatti che nessun dato identificativo sarà registrato o salvato. La particolarità di questo software fa sì che non sia necessario guardare fissamente il cartellone digitale stando fermi poiché il riconoscimento può essere effettuato anche su persone in movimento, a patto che esse guardino il monitor per almeno un secondo.

L’interessante di questo progetto è che il software “risponde” all’utente, a differenza di dispositivi simili come ad esempio la Eyebox2, messa a punto anni fa dai ricercatori della Queen’s University, in Ontario, diretti da Roel Vertegaal. La Eyebox2, che è in grado di registrare i movimenti degli occhi di persone o gruppi di persone fino a 10 metri di distanza per determinare su quale oggetto i singoli sguardi si posino, era già stata adottata nella metropolitana di Tokyo. Le telecamere della Queen’s, però, come spiegò lo stesso Vertegaal, rappresentano «una tecnologia passiva che semplicemente conta quante persone hanno guardato un particolare annuncio pubblicitario e per quanto tempo, proprio come un sensore apriporta rileva se qualcuno è interessato o meno ad entrare». I nuovi cartelloni pubblicitari, invece, interagiscono con il passante restituendo un messaggio pubblicitario su misura.

La sperimentazione rientra nel Digital Signage Promotion Project, attualmente in fase di test. Un gruppo di 11 compagnie ferroviarie, posizionando 27 cartelloni pubblicitari digitali in alcune stazioni della metropolitana della zona di Tokyo, tipicamente frequentate da pendolari, ha lanciato lo scorso mese il progetto pilota che durerà un anno.


Una buona notizia zoologica: il Lori gracile dello Sri Lanka è vivo e vegeto, ma gli esemplari sono pochissimi

Posted By krishna on 20 luglio 2010

Scoperto nel 1937, questo curioso e minuscolo primate (lungo tra i 15 e i 25 cm, per un peso che varia dagli 85 ai 350 grammi), noto con il nome scientifico di Loris tardigradus nycticeboides e diffuso esclusivamente nelle zone boschive del versante sud-occidentale dello Sri Lanka è stato avvistato, da allora, solo altre quattro volte, l’ultima nel 2002, tant’è che lo si credeva oramai estinto. Invece, qualche giorno fa i ricercatori della Zoological Society of London (ZSL), dopo più di 1000 appostamenti notturni nelle foreste dello Sri Lanka e 200 ore di instancabili osservazioni, sono riusciti a fotografarne un esemplare adulto, riconoscibile per le corte zampe e il lungo e fitto pelo di colore rossiccio.

Craig Turner, biologo della ZSL è ovviamente entusiasta: «siamo felicissimi di aver catturato le prime immagini e di aver così dimostrato che questa specie continua ad esistere, soprattutto dopo che non ne si aveva notizia da 65 anni». Bisogna tuttavia ricordare che attualmente si stima l’intera popolazione mondiale di Lori gracili non superare le 100 unità (secondo i ricercatori non più di 60!) e, quindi, questa specie resta a forte rischio di estinzione (leggi il rapporto della IUCN Red List). Il motivo della progressiva diminuzione di esemplari sarebbe la sempre più intensa opera di disboscamento per far posto soprattutto a piantagioni di the.


Overland 13: da Milano a Shanghai senza autista

Posted By krishna on 20 luglio 2010

Oggi, da Piazza Duomo (Milano) il sindaco Letizia Moratti inaugurerà il “fantascientifico” progetto Overland 13 Milano-Roma-Mosca-Shanghai. Si tratta di una spedizione di mezzi ad energia solare, in grado di muoversi autonomamente lungo tutto il tragitto (13.000 Km), senza l’ausilio di persone al volante. Il punto d’arrivo sarà la sede del World Expo 2010: in tal modo si è voluto individuare un ponte ideale tra la città che ospita l’Expo di quest’anno e Milano, in cui si svolgerà l’Expo 2014. Le auto sono il frutto di anni di ricerca condotta presso l’Università di Parma, istituto Vislab.

Ecco come Alberto Broggi (coordinatore del Vislab) racconta questa avventura scientifica (fonte: http://parma.repubblica.it):
Professor Broggi, come vi è venuta l’idea mandare un’auto da sola in Cina?
Sono ormai più di 15 anni che lavoriamo in questo settore e abbiamo sviluppato molti sistemi di aiuto alla guida, per ridurre il numero di incidenti, o per diminuirle le conseguenze. L’idea ora è di testare i nostri sistemi in modo estremo per valutarne le prestazioni. I test vanno condotti per lungo tempo in condizioni diverse. E quindi ecco l’idea di un percorso lungo ed estremo, come quello per la Cina. Attraverseremo zone con diverso traffico, infrastrutture stradali, meteo, regole comportamentali, e verificheremo dove i nostri sistemi non funzionano per poi migliorarli al termine o durante il viaggio.
L’obiettivo è di tornare indietro con un’esperienza unica che ci permetterà di migliorare i nostri progetti e svilupparne di nuovi. Registreremo tutti i dati del viaggio: circa 100 terabytes. Un database unico che vorremmo anche condividere con altri centri di ricerca in modo da far progredire velocemente gli studi nel settore.
Voglio sottolineare che non è una ‘dimostrazione ma un ‘test’: sono sicuro che avremo problemi e che dovremo intervenire (non riusciremo sicuramente a percorrere il 100% dei 13.000 km in automatico) ma questo fa parte dell’incremento della nostra esperienza: paradossalmente, più interventi faremo, più saranno le situazioni sulle quali lavoreremo quando saremo indietro e ci consentiranno di crescere.
Quali possono essere gli utilizzi di questi sistemi di automazione su vasta scala?
Ogni anno muoiono sulle strade europee 40.000 persone, e il 93% degli incidenti è dovuto a causa umane: se sistemi di questo tipo fossero installati sui veicoli si avrebbe sicuramente un miglioramento della situazione. Peccato però che servono finanziamenti per le ricerche. Noi abbiamo avuto la fortuna che ho ricevuto personalmente un grosso grant dalla Comunità europea che ci ha permesso di continuare a sovolgere queste ricerche e anche di organizzare questo grosso test.
Può spiegare a chi non si intende di ingegneria quali sono le tecnologie che permettono all’auto di muoversi senza conducente?
Non è difficile da capire: sul veicolo abbiamo delle telecamere e dei laser che ‘guardanò il mondo; i calcolatori di bordo capiscono la situazione, pianificano le reazioni agli eventi e infine inviano comandi allo sterzo, acceleratore e freno.
Quante persone sono coinvolte nel Vislab? Chi vi ha aiutato ad organizzare questa impresa?
Al VisLab siamo circa 20 persone, ma a questo progetto hanno lavorato anche numerosi studenti: con loro siamo una trentina. Per la parte organizzativa, logistica e mediatica è Overland che sta gestendo tutto: visti, permessi, assicurazioni, la spedizione. Per la parte finanziaria, questo è il solito testo dolente… Come dicevo sopra, grazie al grant che ho ricevuto da Erc siamo riusciti a pagare le attrezzature e il tempo di alcune persone. Poi alcuni sponsor tecnici ci hanno fornito del materiale. Purtroppo ho inviato una proposta al Ministero per un progetto simile  lo scorso 30 novembre 2007, ho avuto come valutazione intermedia ‘excellent’, ma sto ancora aspettando la valutazione finale…
Ad ogni modo è stata assolutamente vincente l’idea di organizzare un evento del genere in quanto siamo riusciti ad attirare sponsor che ci hanno fornito materiale per il nostro vero scopo: effettuare un test estensivo delle nostre tecnologie.
Concretamente, come è organizzata la spedizione?
Noi seguiremo il viaggio: ci saranno due veicoli elettrici sulla strada: uno davanti guidato manualmente o automaticamente, che registra tutti i dati. L’altro che segue in modo automatico. Su entrambi i mezzi ci saranno 2 persone del mio gruppo per ogni evenienza. La spedizione è formata da 4 nostri veicoli elettrici, 2 camion Overland, una bisarca, 4 camper. Percorreremo tendenzialmente strade minori.
E’ vero che l’auto automatica funziona con l’energia solare? Quindi non ci sarà bisogno di fermarsi a fare benzina?
E’ parzialmente vero: il pannello solare alimenta il pilota automatico, cioè tutta la nostra tecnologia: sensori, elaboratori, attuatori… Il pilota automatico oltre a migliorare la sicurezza e a movimentare merci senza bisogno di operatori, è anche ecosostenibile. La propulsione avviene elettricamente, ma le batterie andranno ricaricate regolarmente. Non useremo benzina sui nostri mezzi, ma solo elettricità, dimostrando che un giorno sarà possibile spostare le merci da un capo all’altro del mondo, senza bisogno di operatori umani e senza consumare carburante tradizionale. E’ ancora un sogno, ma questo esperimento mostrerà che ci stiamo avvicinando!
In tutti questi anni di studi sulla guida automatica, vi sono mai capitati dei problemi? C’è qualche aneddoto che ci può raccontare?
Incidenti veri, fortunatamente no. Solo ‘piccoli’ inconvenienti, come quella volta che abbiamo sbattuto contro un paletto (mentre alla guida c’era un operatore umano!) o quando, prima di una  dimostrazione importantissima, abbiamo notato che c’era un problema sul sistema di frenata di emergenza. E spero di non averne altri da raccontare al termine del viaggio in Cina…


Il cattivo Vedanta dei Dongria Kondh

Posted By krishna on 19 luglio 2010

Il Segretario dello stato indiano di Odisha (ex Orissa) ha ordinato una nuova indagine sui diritti della tribù dei Dongria Kondh minacciata dalla controversa miniera di bauxite della Vedanta Resources. Per la compagnia è il terzo duro colpo del mese.

All’inizio di luglio il Ministro dell’Ambiente e delle Foreste ha ordinato un’indagine sullo stesso argomento e pochi giorni fa la più importante società di investimenti olandese, la PGGM, ha venduto la sue quote Vedanta perché preoccupata del rispetto dei diritti umani.

A marzo il governo aveva già condotto un’altra indagine concludendo che la miniera “potrebbe condurre alla distruzione dei Dongria Kondh [come popolo]”.

La Vedanta sta cercando di scavare la miniera sulla cima della montagna sacra dei Dongria da anni, ma non ha ancora ricevuto l’autorizzazione definitiva necessaria per cominciare i lavori.

L’anno scorso il Ministro dell’Ambiente aveva dichiarato che la Vedanta non avrebbe ricevuto l’autorizzazione per la miniera fino a quando non fossero stati definiti i diritti dei Dongria sulla foresta. Secondo la legge indiana, infatti, i Dongria Kondh possono rivendicare i diritti comunitari sulle terre che storicamente hanno sempre usato o protetto. Ma in dicembre, quando Survival ha compiuto un’ennesima missione tra i Dongria, è emerso chiaramente che molti di loro non fossero nemmeno consapevoli del proprio diritto di rivendicare collettivamente la terra ancestrale.

Il proprietario di maggioranza della Vedanta Resources è il miliardario Anil Argarwal che dovrà rispondere alle preoccupazioni degli azionisti su questi ritardi durante il Consiglio annuale che si terrà a Londra il 28 luglio.

Quante altre indagini saranno necessarie prima che tutti accettino finalmente il fatto che la miniera della Vedanta minaccia il futuro dei Dongria Kondh” ha commentato Stephen Corry, direttore generale di Survival, “e che, autorizzandola, l’India verrebbe meno anche agli obblighi assunti sotto la legge internazionale?

Fonte: http://www.survival.it