C’eravamo prima noi: Italia e Giappone, un confronto tra onorevoli show-girls
Posted By krishna on 17 luglio 2010
Parte il nuovo governo di Naoto Kan che è chiamato alla guida del Giappone. Tra i 17 ministri, ben 11 sono stati riconfermati dal paniere già di Hatoyama, mentre tra i nuovi arrivati spicca agli onori della cronaca la democratica Murata Renho, ex-fotomodella quarantaduenne, attualmente Ministro alla Rivitalizzazione del Governo… un nome che potrebbe lasciare adito a facili fantasie, se non fosse che in sostanza la carica non è altro se non l’omologa del nostro Ministro alle Riforme. La Renho, che è un volto noto della televisione giapponese, è da sempre in lotta contro gli sprechi di denaro pubblico. Nonostante la batosta registrata dal Partito Democratico, Murata Renho ha portato a casa ben 1.700.000 voti, grazie ad una campagna elettorale azzeccata e l’entusiasmo e il sostegno di migliaia di giovani. L’elezione della Renho, che va a coprire un ruolo strategico per il futuro della nazione, decreta un importante cambio di rotta nel maschilista e tradizionalista Giappone, un cambio di rotta che si fa sentire, anche se
ancora in sordina, in altri settori: la Bank of Japan per la prima volta in 128 anni ha nominato a capo di una delle sue filiali una donna, la Japan Airlines ha presentato il primo capitano pilota donna e due donne con meno di 40 anni sono state nominate capostazione.
Ma, comunque, c’eravamo prima noi! Anche in Italia, infatti, abbiamo un’onorevole ex show-girl e “calendarista”: Mara Carfagna, Ministro per le Pari Opportunità. Vi chiederete: allora il Giappone ci copia? In parte sì, in larga parte no. Sì, solo perché anche in Giappone sanno bene che la televisione è uno strumento mediatico centrale per spostare preferenze e dirigere opinioni (ma i programmi della Renho non hanno nulla a che vedere con le comparsate televisive della Carfagna). No, perché il Giappone ha un sistema elettorale a rappresentanza mista (uninominale e proporzionale: una parte dei membri viene eletta proporzionalmente su base nazionale, mentre un’altra viene eletta in 47 collegi che corrispondono alle Prefetture di cui
è composto il Giappone, dove sono in palio da 1 a 5 seggi), ovvero per dirla in parole semplici è il cittadino a scegliere il candidato, quindi non accade come da noi, dove le nomine dei ministri spettano in toto al Premier di turno, cosa che a Paolo Guzzanti, ex senatore del PDL e attuale Vicesegretario del Partito Liberale, così è capitato di commentare:
«È ammissibile o non ammissibile, in una democrazia ipotetica, che il capo di un governo nomini ministro persone che hanno il solo e unico merito di averlo servito, emozionato, soddisfatto personalmente? Potrebbe essere il suo giardiniere che ha ben potato le sue rose, l’autista che lo ha ben guidato in un viaggio, la meretrice che ha ben succhiato il suo uccello, ma anche il padre spirituale che abbia ben salvato la sua anima, il ciabattino che abbia ben risuolato le sue scarpe»
Inoltre, di fronte alla ruggente “ministrona” Murata Renho, che ha in mano le sorti del suo Paese, la “ministrina” Mara Carfagna (le solite cosuccie della nostra Italianuccia!?) fa la parte del topolino…
In ogni caso, buon lavoro ad ambo i ministri!
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