L’India contro i cristiani… ma perché?
Posted By krishna on 9 novembre 2010
Recentemente sono salite agli onori della cronaca le numerose e, pare, sempre più frequenti violenze subite dalle comunità cristiane in India. Ora, partiamo dalla considerazione universale secondo cui ogni violenza è da condannare nel modo più assoluto, indipendentemente da chi ne sia l’”attore” e chi il “destinatario”. Inoltre, ancor più deprecabili sono gli abusi e le aggressioni compiute contro le parti più “deboli” della società, come le minoranze etniche o, appunto, religiose. In genere, simili eventi accadono quando determinate tendenze totalizzanti ed estremiste prendono il sopravvento su linee di principio e comportamentali moderate ed “integranti”. Ad esempio, sebbene il Corano sia una lettura squisitamente edificante (al pari della Torah, della Bibbia o della Bhagavad-Gita), le degenerazioni terroristiche germinate in seno all’Islam sono tristemente sotto gli occhi di tutti. Oppure, nel caso specifico dell’India, negli ultimi anni si sta assistendo ad una allarmante impennata del cosiddetto Neohinduismo, espressione estrema ed autocentrata (ed anche spesse volte ignorante) della religiosità autoctona indiana.
Il Cristianesimo rappresenta, in India, una sorta di “terzo incomodo” tra Islam ed Hinduismo che giocano entrambi un ruolo centrale in ambito religioso. Le attività delle missioni cristiane, poi, sono molte volte essenziali in luoghi in cui altrimenti non vi sarebbero scuole, ospedali, ecc., e questo senz’altro suscita in taluni casi le invidie e i rancori delle gerarchie religiose “avverse”. È, forse, anche per tale motivo che le violenze sui cristiani si stanno acuendo. Tuttavia, se ci pensiamo bene, nessuno ci ha mai detto in effetti il perché di tali violenze e soprattutto se, almeno in alcuni casi, questi atteggiamenti ostili siano in certo modo supportati da evidenze oggettive, ovvero da una pessima gestione dei rapporti sociali da parte delle chiese cristiane indiane. Ebbene, dato che – per parafrasare un noto passo evangelico – nessuno è senza peccato, ritengo sia altamente plausibile pensare che qualche “operatore” cristiano (preti, suore, missionari, ecc.), per dir così, si sia fatto prendere la mano ed abbia decisamente esagerato: alle volte, ad esempio, forzando con troppa convinzione il significato del monito “andate e predicate“, altre volte, com’è capitato anche nella cristianissima Europa, fraintendendo il messaggio d’amore che i Vangeli mettono in bocca a Gesu. Probabilmente, atteggiamenti troppo disinvolti da parte di cristiani troppo – per dir così – credenti possono avere fomentato desideri repressivi negli animi di musulmani ed hinduisti. Sia come sia, lascio qui al lettore l’arduo compito di giudicare secondo la sua sensibilità, ma non prima di aver visto questo video (e di averne valutata l’attendibilità) che si propone di spiegare alcune delle strategie messe in opera da certi gruppi di cristiani in India per garantirsi conversioni, adesioni e quant’altro.

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