Sospesa (per ora) la lapidazione di Sakineh: l’Europa a più voci
Posted By krishna on 8 settembre 2010
Ecco una buona notizia fresca d’agenzia: il Ministero degli Esteri iraniano ha confermato oggi la sospensione della pena alla lapidazione di Sakineh Mohammadi Ashtiani, accusata di adulterio. «Il verdetto… è stato fermato ed è sotto revisione» ha detto il portavoce Ramin Mehmanparast alla tv di stato.
Plaudiamo alla decisione della corte iraniana! Nondimeno, è il caso qui di sottolineare, come d’altro canto è stato già notato altrove, il risvolto (socio-)politico della faccenda: l’Iran considera un’ingerenza fastidiosa nei propri affari interni l’eccessivo interessamento che altri Stati hanno dimostrato nei confronti del caso Sakineh. In particolare, pare che le posizioni adottate da Italia e Francia (il noto caso Carla Bruni e la critica a Berlusconi mafioso, notizie apparse sul quotidiano iraniano ultraconservatore Kayhan) abbiano fatto storcere il naso a molti del Comitato per i Diritti dell’Uomo del Parlamento di Teheran.
Ad ogni modo, ciò che dovrebbe passare in primis, è la voce di un’Europa unita, non frammentata, almeno davanti a questioni delicate come questa. L’idea che (solo, almeno entro i confini europei) Francia e Italia abbiano fatto o rappresentino qualcosa che ha irritato i vertici di Teheran dimostra ancora una volta quanto in realtà vi siano più Europe, con finalità e metodologie differenti, e conseguentemente con valori etici e comportamentali differenti, che si presentano sulla scena globale a più voci apparentemente disorganizzate, e assai raramente in modo unitario. E questo nonostante le parole di Barroso, secondo cui: «Per l’Europa essere un ‘global player’ significa lottare per i nostri valori. E i diritti umani non sono negoziabili. Sono scioccato per il modo in cui i diritti delle donne vengono violati in molti paesi. Sono disgustato quando sento che Sakineh Mohammadi Ashtiani è stata condannata a morte per lapidazione. Questa è una barbarie indicibile. Condanniamo questi atti, che non hanno alcuna giustificazione, sotto alcun codice morale o religioso». Come fare perché questo discorso, nella sua brevità così denso ed articolato, non paia – come invece purtroppo sembra essere – solo un bell’esercizio retorico?




Fammi capire, perché tutte quelle corna, da ovest a est? Scaramantiche, per scongiurare definitivamente il pericolo di morte della povera Sakineh?
Ciao Enrica.
k
La tua interpretazione mi piace molto! Però la mia idea era di restituire per immagini, da un lato, il “conflitto” cultural-politico – che la vicenda di Sakineh ha contribuito a sottolineare – tra l’Est (l’Iran, che accusa in special modo Francia ed Italia per come hanno condotto le loro rispettive campagne contro la pena di morte di Sakineh) e l’Ovest (l’Europa) e, dall’altro, la frammentazione (se possiamo chiamarla così) tutta interna all’Europa, che stenta a presentarsi con una voce singola e forte sulla scena politica globale. In questo guazzabuglio, le posizioni ufficiali di Barroso (che dovrebbero rappresentare la voce di un’Europa comunitaria) sembrano – almeno a me – depauperate dell’autorità che invece meriterebbero. Ho come l’impressione di assistere ad un teatrino di pupi siciliani, che però si sta drammaticamente giocando sulla pelle di una povera donna…