Un tartufo battuto a peso d’oro… sì, magari! (Quando il buono dell’Italia finisce in Cina)
Posted By krishna on 28 novembre 2010
Sta facendo il giro del mondo la notizia secondo cui il cinese Stanley Ho (chairman della SJM Holdings Ltd.) ha vinto all’asta i due tartufi più grandi trovati nel 2010. La cifra complessiva che Ho ha pagato per avere nella sua Macao queste prelibatezze? Ben 330.000 dollari (circa 250.000 euro) per un tubero di 900 grammi ed un altro di 350 grammi. Totale 1250 grammi.
Se facciamo qualche calcolo, e prendiamo in considerazione ad esempio l’oro (il bene di confronto per eccellenza), che ultimamente è quotato più o meno a 36 euro per grammo, la sproporzione salta immediatamente agli occhi, dato che i tartufi di Ho gli sono costati 200 euro per grammo, vale a dire 5 volte e mezzo la quotazione dell’oro. Tuttavia, si sa che le cose belle (o buone!) davvero non hanno prezzo, e Ho sembra proprio non badare a spese quando si tratta di tartufi, dato che ad un’ asta del 2007 aveva sborsato sempre 330000 dollari per quello che è stato definito il “tartufo del secolo”: 1,5 kg di eccellenza tutta italiana.
Ad ogni modo, l’incredibile cifra è stata battuta all’Asta Internazionale del Tartufo Italiano – promossa da Giselle Oberti, ambasciatrice del tartufo italiano nel mondo – che ha visto la partecipazione, tra gli altri, di Italia, Cina ed Inghilterra. In tutto sono stati messi in palio 16 lotti di tartufi provenienti dalle diverse zone tartufigene italiane. Quello che v’è di buono, in questo evento, è il suo carattere segnatamente filantropico, dato che il ricavato dell’asta – che ha visto il patrocinio ed un contributo economico del Ministero delle Politiche Agricole – andrà alle fondazioni Operation Smile per la sede italiana, all’Institute of Cancer Research per quella inglese ed in Cina si devolveranno i fondi ricavati alla Caritas – considerazione personale: ma dato che la Chiesa ha già un sacco di entrate, non sarebbe stato forse meglio se questi soldi fossero stati destinati ad un’associazione laica – e alla Special Olympics di Macao. Il ricavato complessivo dell’asta è stato di più di 315.000 euro.
Data la natura completamente benefica dell’evento, tutti i tartufi battuti sono frutto di donazioni. Per quanto concerne i due pezzi aggiudicati da Ho, il tubero di 900 grammi è stato rinvenuto e donato da Cristiano Savini e dal suo cane Giotto, a Palaia (Pisa), mentre quello di 350 grammi da Vittorio Palumbo nella provincia di Campobasso da Vittorio Palumbo e donato all’asta dall’azienda Centro Tartufi Molise.
Giselle Oberti, visto anche l’ottimo risultato dell’evento, ricorda che: «Senza nessuna intenzione di togliere primati storici e commerciali alle altre città del tartufo, le varie zone tartufigene italiane rivendicano il diritto ad essere nominate e riconosciute in quanto tali, per poter aspirare anch’esse a quel richiamo turistico che un simile prodotto genera nel pubblico degli estimatori enogastronomici del “Made in Italy”, siano essi italiani o stranieri. Il richiamo verso i nostri territori in grado di offrire, assieme al prezioso fungo ipogeo, una sana e gustosa gastronomia, bellezze artistiche e paesaggistiche, un’accoglienza di qualità, può e deve essere – in questo momento di crisi economica – sostenuto e rilanciato nel mondo».


Comments
Leave a Reply