Apocalisse Pakistan: gli scenari caldi in un libro

Marino, F. e Natale, B., Apocalisse Pakistan, anatomia del paese più pericoloso del mondo, pp. 192, edizioni Memori, € 15,00, ISBN 978-88-89475-68-3. Prefazione di L. Caracciolo.

Bombe, attentanti, proliferazione nucleare, persecuzioni delle minoranze etniche, religiose e sessuali. Il Pakistan è “un alleato fondamentale dell’ Occidente nella guerra al terrorismo” ma anche il Paese nel quale si nascondono con successo da oltre dieci anni i capi supremi del terrorismo islamico internazionale – Osama bin Laden, Ayman Al Zawahiri, il mullah Omar.

I doppi e tripli giochi dei suoi servizi segreti – e dei loro superiori in divisa e in borghese – sono ormai un segreto di Pulcinella ma fermarli sembra impossibile. O possibile solo al prezzo della dissoluzione di questo Paese abitato da centinaia di milioni di persone, che si trova in una posizione strategica cruciale ai confini del “buco nero” afghano, all’ingresso orientale del Golfo Persico, a metà strada tra Cina e India, le superpotenze emergenti dell’Asia: un’ Apocalisse che tutti vorrebbero evitare ma che è inesorabilmente cominciata.

Francesca Marino lavora come giornalista free lance dall’Asia meridionale, scrivendo di India, Pakistan e dintorni per Il Messaggero, l’Espresso e Limes. Nel 2007 ha pubblicato con Laterza il libro L’India in 100 immagini.

Beniamino Natale è stato dal 1992 al 2002 il corrispondente dell’agenzia ANSA dal subcontinente indiano, viaggiando spesso in Pakistan e in Afghanistan. Dal 2003 si è trasferito in Cina, sempre per conto dell’ANSA. Con Memori ha pubblicato nel 2007 L’uomo che parlava con i corvi, sulle sue esperienze di corrispondente dall’Asia.

Scrive Lucio Caracciolo (direttore della rivista di geopolitica Limes) nella prefazione al libro: «Francesca Marino e Beniamino Natale aprono al lettore non specialista una prospettiva insieme originale e profonda per interpretare la storia e indovinare il destino di questo contestatissimo spazio geopolitico. La cui centralità è stata visibilmente incentivata dall’esplodere anche sugli schermi radar occidentali della crisi afghana, negli ultimi tre anni. Il titolo apocalisse Pakistan, rafforzato dal sottotitolo anatomia del Paese più pericoloso del mondo, può apparire allarmistico. E lo è, ma a buona ragione. Fra l’altro, per la ragione che in un nessun altro scenario strategico il rischio del ricorso all’arma atomica è altrettanto evidente. India e Pakistan non sono solo rivali geopolitici, sono soprattutto due potenze nucleari che diffidano profondamente l’una dell’altra».

Shortlink:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *