Italiani (giù), francesi (su) e un tedesco (in mezzo): news dal mercato dell’auto in India

Mentre in Italia siamo tutti concentrati esclusivamente sul problema Fiat nazionale, quasi non ci stiamo accorgendo che dall’estero arrivano notizie a dir poco sconcertanti riguardo al rapporto Fiat-Tata. Dopo un’estate a gonfie vele con Tata, ora la Fiat sta in brutte acque. Pare infatti che la collaborazione tra il Lingotto e la Casa automobilistica indiana stia per terminare – e forse in malomodo –, visti gli scarsi risultati della commercializzazione delle auto Fiat in India, la cui distribuzione è stata concessa a Tata. In un panorama che inizia a sembrare sempre più ad un litigio tra ex amanti (Marchionne: «Abbiamo dato loro [scil. Tata] il diritto di distribuire i veicoli e in alcune aree non sta funzionando»), si inserisce anche il tedesco Carl-Peter Forster, amministratore delegato di Tata Motors, e per il quale l’uscita di scena di Fiat non potrebbe rappresentare occasione migliore per rafforzare la propria posizione dirigenziale a Mumbai. A Forster, stando ad indiscrezioni che provengono direttamente dall’Asia (leggi qui), non sarebbe mai andato a genio il legame tra Tata e Fiat, che egli ha sempre considerato troppo sbilanciato a favore degli italiani (ma questa indiscrezione ovviamente esce ora che si è scoperto che Fiat “non funziona” in India, forse anche a motivo di strategie di vendita errate da parte di Tata).

Se, così pare, Marchionne si sta lasciando sfuggire l’opportunità del mercato indiano (pur mantenendo il 50% del controllo dello stabilimento di Ranjangaon, dove si producono Punto, Linea e i motori Multijet), i francesi sembrano invece interessatissimi a mettere radici in un bacino d’utenza di circa un miliardo e 200 milioni di persone. Il gruppo PSA Peugeot-Citroen, infatti, ha fatto recentemente sapere che sta già pianificando l’avviamento di un’attività sia commerciale che industriale in India. «L’India è un mercato strategico e un nuovo impianto di produzione risponderebbe alla nostra volontà di diventare un Gruppo globale» – ha affermato Grégoire Olivier, direttore Peugeot-Citroen per l’area asiatica – «Così come abbiamo fatto in Cina, proporremo ai clienti indiani delle vetture adatte alle loro attese ed esigenze». Dopo aver individuato – cosa che avverrà nei prossimi giorni – un sito adeguato per la produzione, si darà inizio alla fabbricazione di un modello di berlina familiare a marchio Peugeot, pensato per il mercato indiano. Gli obiettivi del gruppo, oltre a ridisegnare le proprie strategie di mercato a livello internazionale (entro il 2015 puntano a vendere fuori dall’Europa il 50% delle auto prodotte), riguardano anche l’incremento e il miglioramento della qualità dei servizi e dei prodotti, nonché il rafforzamento della capacità operativa, avvalendosi anche ed ovviamente di esperti locali.

Accanto a Peugeot-Citroen, che pianifica l’entrata in India, Renault-Nissan sta pensando ad un percorso inverso. Al termine della conferenza stampa “2016 Drive the Change“, Carlos Ghosn, amministratore delegato del gruppo, ha infatti affermato che il piano produttivo dell’azienda prevede l’incremento dei modelli ad ora in commercio, che dovrebbe contare 8 nuove macchine nei prossimi 5 anni, tra cui ci sarà un nuovo SUV per il mercato mondiale, interamente prodotto in India. «Sarà più piccolo della Koleos» – ha rivelato Ghosn – «usciremo presto con l’annuncio».

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