“Two Points” a Treviso

Posted By on 9 febbraio 2011

La magnifica Villa Benzi Zecchini, sede della mostra

Dal 12 febbraio al 13 marzo, Fondazione Villa Benzi Zecchini propone Two Points, Taiwan + China contemporary art 2011, una collettiva di artisti provenienti dalle due Cine: Taiwan e Repubblica Popolare Cinese (vedi anche qui; qui trovate il flyer). Due territori questi, che sebbene siano espressioni di una simile  radice culturale, mantengono tuttavia differenti sistemi politici e sociali, che ancora oggi convivono nella continua riproposta di vissuti storici difformi, ma nella altrettanto continua necessità di rapporti economici frequenti.

La mostra – realizzata con il patrocinio della Provincia di Treviso e del Comune di Caerano di San Marco, in collaborazione con il Credito Trevigiano e l’AsoloArtFilmFestival – invita a scoprire come il linguaggio dell’arte contemporanea cinese sappia convivere con il suo millenario patrimonio culturale, fondendosi in una stimolante combinazione tra stile classico, moderno e contemporaneo.

Curata da Chen Mei Yuan, artista di origine cinese che da 14 anni vive e lavora a Treviso, la mostra propone un confronto tra la cultura madre e la sub culture, fenomeno quest’ultimo originariamente sviluppatosi tra il Giappone e l’America, oggi ampiamente diffuso tra le nuove generazioni e capace di veicolare un messaggio di libertà e rinnovata sensibilità post-globalizzazione.

Le finalità del progetto sono chiarite dal titolo stesso: raccontare attraverso l’arte il legame storico ed attuale esistente tra Repubblica Popolare Cinese e Taiwan. Chen Mei Yuan iniziò questo percorso già nel 2007, con un evento collaterale della Biennale di Venezia: P3 Performative Paper Project. Centrato sulla ricerca e la conoscenza di artisti con le esperienze più diverse, attraverso la mostra si traduce in uno spaccato della cultura cinese contemporanea.

Sono dodici gli artisti cinesi protagonisti di Two Points: Chen Jun-Hwa, Chen Mei-Yuan, Chen Xue-Gang, Hou I-Ting, Hsu Can-Lin, Huang Ming-Chu, Huang Ning, Ko Liang-Chih, Yang Chen-Hua, Yang Yong-Liang, Yang Zhi-Chao. Tra memoria, politica e attualità, la loro arte esprime idee innovative, ironiche, talvolta pungenti, gioca e sperimenta con scienza e tecnologia in una continua ricerca della moderna identità cinese. Sono talenti emergenti accanto a personalità molto apprezzate nel mercato internazionale. La loro esperienza personale, spesso vissuta in condizioni di estrema difficoltà, si traduce in pitture a olio e installazioni, incisioni e fotografie, calligrafie e video arte: 256 fumetti disegnati su un lungo rotolo di seta raccontano con ironia un’esperienza personale vissuta tra la fine del Novecento e l’inizio del nuovo millennio; attraverso la video arte, un gruppo di danzatori si muove lungo un ponte che unisce idealmente le sponde di due paesi divisi dal mare; e ancora, attraverso l’antica tecnica dell’incisione, dalle tele emergono paesaggi sentimentali tridimensionali.

«Nella prima metà del Ventesimo secolo – spiega la curatrice – le correnti d’arte moderna in Europa e America (Dada, Pop, Arte concettuale, installazione) hanno dato alla Cina una nuova visone dell’arte e i giovani artisti d’avanguardia hanno seguito la modernità per realizzare e mettere in pratica i propri desideri. Oggi, con l’elevato sviluppo tecnologico e le ampie risorse disponibili per l’arte, la sfida è ancora più grande e non si può evitare. Allestire una mostra è un modo per invitare gli artisti a rispondere attraverso le proprie idee e creare un dialogo con i visitatori».

La mostra si compone di quaranta opere che testimoniano le profonde e stressanti trasformazioni della società cinese, protagonista di una crescita che in vent’anni l’ha portata ad essere tra gli attori principali dell’economia mondiale.

Dalla Natura morta, dove particolari realistici sono disseminati in un tessuto fantastico, al Phantom Landscape, letteralmente paesaggio fantasma, che combina la pittura tradizionale cinese del paesaggio con elementi urbani e metropolitani, dalla calligrafia taiwanese pronta a scandire lo spazio della memoria e del vivere quotidiano, fino alle creazioni che indagano la relazione della figura umana con i mass media, la moda, la pubblicità.

L’approfondimento della cultura cinese contemporanea, durante questo mese, passa anche attraverso il cinema. L’AsoloArtFilmFestival apre il suo straordinario archivio, messo insieme in oltre trent’anni di attività, per proporre due appuntamenti. E’ in programma il 24 febbraio e il 10 marzo, la proiezione di una selezione di film d’arte e biografie d’artista dedicati al grande paese asiatico e realizzati da artisti e registi cinesi.

La mostra si inaugura sabato 12 febbraio alle ore 18.30 e si potrà visitare tutti i giorni dalle 15.30 alle 18.30, il sabato e la domenica anche 10 alle 12.30, l’ingresso è libero.

Informazioni: Fondazione Villa Benzi Zecchini – tel. 0423/650509www.villabenzizecchini.it

Ufficio stampa
Sono disponibili approfondimenti dedicati al progetto e immagini in alta definizione delle opere proposte. Frontiere – tel. 0423/614209 – cell. 392 9504610info@frontiereprogetti. com


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