L’India che pensa alle donne: il SERP propone un cambiamento a piccoli passi… di microcredito

Maadavi all'entrata del suo studio fotografico, aperto grazie al sostegno del SERP

Maadavi all’entrata del suo studio fotografico, aperto grazie al sostegno del SERP

Qui vorrei riprendere e completare il discorso svolto nel mio articolo precedente, in cui ho descritto l’operato del SERP in India a favore del microcredito rivolto alle donne. Iniziamo subito con il dire che questo tipo di programma deve essere valutato con una particolare prospettiva nell’ottica occidentale. Naturalmente, le cifre dei prestiti (vedi l’articolo precedente) possono sembrare irrisorie, ma bisogna tenere presente il diverso costo della vita e le variegate difficoltà di queste zone. Osservando attentamente la realtà attuale dei villaggi e l’estrema povertà di alcune famiglie, questo schema assume una valenza diversa e positiva nel contesto rurale indiano: appare dunque un proposito per guardare al futuro con maggiore ottimismo, anche se le cose da fare sono ancora molte. Le situazioni di violenza e discriminazione nei confronti delle donne sono ancora evidenti. Inoltre, questo sistema cerca di non urtare la sensibilità locale e il tradizionale sistema sociale, essenzialmente conservatore, il quale non può certamente essere modificato in poco tempo. Ad esempio, le ragazze non sposate non possono partecipare al programma, dal momento che, dopo il matrimonio, lascerebbero il villaggio e conseguentemente il proprio gruppo che perderebbe il prezioso supporto di una componente, la quale si sposterebbe a vivere nella casa del marito in un altro paese. Questo sistema è ancora previsto nella quasi totalità dei matrimoni delle zone rurali. Un aspetto comunque positivo è, assieme all’uscita delle donne dall’esclusivo contesto casalingo, la percezione molto forte di un senso di solidarietà a livello comunitario tra le stesse donne, le quali sono chiamate a cooperare nella gestione dei prestiti e ad aiutare le componenti del gruppo che rimangono indietro nel predisporre la propria attività autonoma. Se la “squadra” nel suo insieme funziona, come conseguenza i singoli traggono benefici individuali.  

Kunta Gangareddy è un dipendente statale del SERP e assistant project manager presso il mandal di Bheemgal, distretto di Nizamabad, zona settentrionale del Telangana. «L’obiettivo prioritario del mio lavoro – mi racconta – seguendo i diversi progetti del SERP, è la riduzione della povertà nelle zone di villaggio e aiutare in particolare le donne ad uscire da una condizione svantaggiata in una società patriarcale. Attraverso questi programmi del SERP le donne nei villaggi potranno assumere maggiore potere all’interno delle famiglie e soprattutto maggiore confidenza nei propri mezzi». Gangareddy è appassionato e fiero del proprio lavoro, mentre mi mostra le foto nel suo ufficio dei diversi esempi di successo e in particolare quella di Aung San Suu Kyi, leader dell’opposizione in Myanmar, ritratta durante una sua visita assieme al Chief Minister dell’Andhra Pradesh Kiran Kumar Reddy ad alcuni S.H.G. dell’Andhra Pradesh.

Assieme a lui ho direttamente conosciuto alcuni membri di S.H.G. locali; questi gruppi hanno tutti un loro particolare nome, ad esempio AmbikaChandraAdarsha, e ci sono diverse storie personali da raccontare: c’è chi ha aperto un negozio di vestiti; chi vende frutta e verdura ogni giorno al mercato di Bheemgal; e chi, come Maadavi, è orgogliosa di farmi vedere il proprio studio fotografico, chiamato Vagdevi, lo stesso nome della figlia. La sua professione di fotografa, inusuale per una donna in queste zone, avviene prevalentemente durante i matrimoni, lavorando in tandem con il marito che si occupa dei video delle cerimonie. La cosa che più mi impressiona è la sua felicità nel mostrare i propri risultati: afferma chiaramente di sentirsi realizzata.

È felice anche Laxmi Gummula, la quale, grazie allo S.H.G. Vasavi di Rammanapet, riesce da diversi anni ad acquistare dei bufali, preziosi in questa regione per la vendita quotidiana del latte agli abitanti dei villaggi. Non solo, grazie a questo programma è stata possibile l’educazione universitaria di uno dei suoi tre figli, Ramesh, oggi ingegnere elettronico a Dubai. Si trova all’estero perché nel Telangana, dove quasi tutte le famiglie hanno un parente fuori dall’India, le opportunità di lavoro sono poche, mentre disoccupazione ed emigrazione giovanile sono molto forti; soprattutto verso i paesi arabi del Golfo (Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Kuwait e Bahrain).

La maggior parte delle donne di questi S.H.G. erano casalinghe e l’unica attività svolta era quella legata alla produzioni di beedi (sigarette fatte in casa), una pratica comune in tutti i villaggi del Telangana. Un altro fattore positivo di questo fenomeno è il fatto che le componenti degli S.H.G. hanno maggiore consapevolezza dei propri mezzi e hanno più coraggio nell’affrontare diverse questioni quotidiane, facendo parte di un gruppo unito. A questo proposito, Gangareddy ricorda un episodio di una donna che subiva delle angherie da parte del marito. Grazie alla sua partecipazione al programma e all’aiuto delle sue compagne del gruppo è riuscita ad affrontare la situazione, risolvendo il proprio problema familiare ed evitando il divorzio, una soluzione considerata estremamente negativa e dannosa per la propria reputazione nelle aree rurali. Benché quest’ultimo aspetto, considerata la nostra visuale occidentale, possa essere criticabile e da migliorare, in questo contesto l’aspetto positivo da sottolineare è il supporto di gruppo ricevuto dalle altre donne, il cui peso nella società, come si diceva, sta aumentando rispetto al passato.                  

Un ultimo aspetto sottolineato da Gangareddy riguarda il Telangana. In vista della ormai annunciata nascita del nuovo Stato, il 29° all’interno dell’Unione Indiana, la sua speranza e quella di tutte le persone di questo distretto, fortemente convinte della necessità di una nuova entità statale, è che questi tipi di programmi si consolidino, assieme alla crescita generale di tutta l’area, al termine della forte emigrazione e a un sempre più importante ruolo da parte delle donne. I problemi sono tanti, ma visitando questi S.H.G., ascoltando i racconti di Gangareddy e delle donne del suo mandal, nonché assistendo alla ormai prossima nascita di questo nuovo Stato, si percepisce speranza e ottimismo, ingredienti fondamentali per andare avanti e guardare positivamente al futuro.

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