Il Golfo Persico in mostra a Ca’ Foscari

Uno degli scatti esposti

Uno degli scatti esposti

I colori, i paesaggi, i popoli del Golfo Persico come non si era mai visto: in 36 scatti un omaggio ai luoghi e alla storia della regione compresa fra lo Stretto di Hormoz e il Mare di Oman, gli spazi acquei che bagnano le coste meridionali dell’Iran e quelle di numerosi paesi arabi.

Si chiama Un Golfo, uno stretto, un mare la mostra fotografica del docente di Ca’ Foscari Riccardo Zipoli, allestita a Ca’ Cappello, inaugurata il 13 giugno scorso e visitabile fino al 15 ottobre 2013.

La mostra presenta anche una raccolta di brani musicali, un video con la voce recitante di Ottavia Piccolo, un’antologia di poesie Shamsoddin Mohammad Hâfez, il più importante poeta lirico di lingua persiana, e una serie di schede scientifiche.

I brani musicali sono stati registrati dal grande iranista Ilya Gershevitch (1914-2001) nel Golfo Persico nel 1956, e sono inediti. Il prodotto è stato realizzato grazie alla generosità dell’Ancient India and Iran Trust di Cambridge (Regno Unito), in collaborazione con il Conservatorio Musicale veneziano Benedetto Marcello.

L’esposizione si concentra sulla cultura di quei luoghi e trova le radici nella sfera degli affetti e dei ricordi relativi a tre viaggi compiuti da Riccardo Zipoli molti anni fa, nel 1975, nel 1980 e nel 1995, lungo i litorali nel sud dell’Iran. La meta principale fu la provincia dello Hormozgân, con visite a Bandar-e ‘Abbâs e all’isole di Qeshm e di Hormoz, ma venne fatta anche un’escursione più a est, nella zona di Châh-Bahâr, in Balucistan. Dall’archivio fotografico di quei tre viaggi sono state scelte 36 fotografie con il fine di costruire un repertorio che, oltre a essere un diario personale di tre lontane vicende, possa anche dare un’idea di quei luoghi, in un misto di memoria e di documentazione.

Una mostra che propone un percorso suggestivo in cui fotografie, musiche, poesie, mappe e descrizioni scientifiche si alternano in un itinerario che descrive aspetti del Golfo Persico lontani dallo stereotipo contemporaneo dominato da tematiche economiche e militari. Il quadro che ne esce è quello di una zona estranea alle contese di cui è stata ed è oggetto, una zona bella, affascinante, pacifica.

La mostra è allestita a Ca’ Cappello, palazzo che ospita la sezione del Vicino e Medio Oriente, Caucaso e Subcontinente Indiano del Dipartimento di Studi sull’Asia e sull’Africa Mediterranea dell’Università Ca’ Foscari Venezia. Negli spazi del palazzo, l’itinerario espositivo inizia dalla corte esterna, passa per il pianterreno e prosegue ai piani superiori. I materiali della mostra sono collocati negli ambienti di passaggio (ingressi e scale), con l’eccezione di tre aulette dedicate agli spazi informativi e audiovisivi. L’intento è stato quello di creare un allestimento che entrasse in sintonia con la vita universitaria di questa sede proponendosi come un’iniziativa artistica e come uno stimolo per la riflessione e per il dibattito. Si tratta anche di un omaggio a un palazzo storico dell’ateneo veneziano, un palazzo dove hanno studiato e si sono formati molti studiosi di discipline orientalistiche.

Sono presenti anche una serie di documenti relativi a Ca’ Cappello, alla sue vicende storiche e artistiche. Il palazzo fu acquistato, il 21 febbraio 1967, dall’Università Ca’ Foscari che ne fece la sede degli studi orientalistici veneziani. Fra i precedenti proprietari spicca la figura dell’ambasciatore inglese Austin Henry Layard, storico, diplomatico, politico e archeologo (fu, tra l’altro, lo scopritore dei siti di Ninive e di Nimrud). Egli vi abitò con la moglie e ne fece un centro di mondanità internazionale e una sorta di galleria d’arte, esponendo opere di valore nelle stanze, nell’atrio e lungo le pareti delle scale. Layard morì nel 1894. In seguito, la moglie cedette alla National Gallery di Londra la ricca collezione di dipinti ospitata nel palazzo, fra cui il famoso ritratto di Maometto II attribuito a Gentile Bellini. È curioso ricordare che proprio a Layard fu dedicata la copia (oggi conservata nella Biblioteca Marciana e proveniente dalla biblioteca di Layard) del famoso album di fotografie realizzate da Luigi Montabone al seguito della prima missione ufficiale (1862) del Regno d’Italia in Iran.

L’esposizione è stata curata da Riccardo Zipoli, fotografo e docente di Lingua e letteratura persiana e di Ideazione e produzione fotografica presso l’Università Ca’ Foscari Venezia, con la collaborazione di Alberto Prandi, architetto di rinomata esperienza negli allestimenti, e si è avvalsa delle capacità di due stampatori d’eccellenza, la ditta Center Chrome (Firenze), che ha curato la stampa delle immagini fotografiche, e il Gruppofallani (Venezia), che si è occupato della stampa e della messa in posa di tutti gli elementi espositivi.

Della mostra è stato stampato un catalogo in inglese a cura della casa editrice Cafoscarina.

Un Golfo, uno Stretto, un Mare (Iran 1975-1995)
immagini di Bandar-e ‘Abbâs, Qeshm, Hormoz e Châh-Bahâr

Fotografie di Riccardo Zipoli
con poesie di Hâfez e musiche dello Hormozgân
Ca’ Cappello, San Polo 2035, Venezia
14 giugno -15 ottobre 2013
lunedì – venerdi 9.00-19.00
sabato 9.00-12.00
chiuso 12 -17 agosto
ingresso libero

Mostra prodotta da:
Dipartimento di Studi sull’Asia e sull’Africa Mediterranea (Università Ca’ Foscari Venezia)
Scuola in Produzione e Conservazione dei Beni Culturali (Università Ca’ Foscari Venezia)
Con il contributo di:
Istituto Culturale dell’Ambasciata della Repubblica Islamica dell’Iran – Roma
Teatro Ca’ Foscari
Con il patrocinio dell’Assessorato alle Attività Culturali del Comune di Venezia

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