Jai Telangana: divorzi e nascite nella geopolitica dell’India

TelanganaLo scorso 2 giugno l’India è stata contraddistinta da una storica modifica amministrativa interna, che ha comportato un cambiamento della carta geografica del Paese. Non si parla in questo caso di alcune delle più note questioni indiane, ossia una risoluzione dei decennali contenziosi con i vicini (leggi in particolare Pakistan e Cina), la creazione di uno Stato per i Sikh, oppure l’indipendenza del Kashmir. Si tratta in realtà di un tema poco conosciuto al di fuori del contesto indiano, malgrado rappresenti una delle controversie più tormentate della storia indiana post-indipendenza. Il 2 giugno scorso è ufficialmente sorto il 29° Stato della Federazione indiana, il Telangana, episodio finale a coronamento di un lungo processo di rivendicazione autonomistica iniziato negli anni ’50.

La regione del Telangana, che occupa geograficamente una posizione centrale dell’Altopiano del Deccan, è composta da dieci distretti: Adilabad, Hyderabad, Karminagar, Khammam, Mahbubnagar, Medak, Nalgonda, Nizamabad, Rangareddy, Warangal. Fino a pochi mesi fa il territorio in questione faceva parte dell’Andhra Pradesh assieme ad altre due regioni, Coastal Andhra e Rayalaseema. I tre territori, dove si parla la lingua Telugu, furono unificati nel 1956 dall’allora Commissione per la Riorganizzazione degli Stati indiani, un organismo nazionale chiamato a stabilire la suddivisione interna della Federazione in base a criteri prettamente linguistici. Quest’ultimo fu considerato come un principio generale legittimo per una nazione divisa da differenziazioni di tipo religioso, etnico e linguistico. Gli Stati meridionali del Karnataka (lingua Kannada) e del Kerala (lingua Malayalam) furono creati lo stesso anno seguendo il medesimo parametro linguistico. Si può certamente affermare che questo criterio fosse guidato da una certa dose di buon senso, visti i tragici effetti delle violenze emerse in particolar modo nel territorio dell’Andhra a causa delle rivendicazioni popolari per l’unificazione di tutte le genti di lingua Telugu. Famoso fu il caso di Potti Sreeramulu, attivista e seguace di Gandhi, che digiunò fino alla morte per la causa dell’Andhra.      

Ricordato il particolare contesto degli anni ’50 che permise la creazione dell’Andhra Pradesh, la storia del movimento per l’autonomia del Telangana dimostra chiaramente che l’ideale di un’entità statuale per la popolazione Telugu si è rivelato un infruttuoso esperimento d’integrazione di tre regioni, le quali presentavano esperienze storiche differenti, disparità nei loro sistemi economici e nello sviluppo interno ed élite regionali portatrici d’interessi contrapposti. Per quanto concerne quest’ultimo aspetto le capacità amministrative dei rappresentanti delle diverse aree erano altrettanto differenti, favorendo da questo punto di vista la componente più forte dell’unione, ossia l’Andhra. Quest’ultima fu amministrata per più di un secolo direttamente dalla corona inglese, la quale favorì la creazione di un sistema educativo avanzato rispetto a quello presente nel Telangana. Si tratta di un fattore da non sottovalutare e che risultò decisivo per la formazione della successiva classe dirigente dell’Andhra Pradesh, la quale era formata in larga misura da esponenti provenienti dalle zone costiere dello Stato.  

Il dato di fatto di questa storia indiana è che la lingua dravidica non è stata in grado di unificare due regioni dopo 54 anni di comune esperienza amministrativa. Dagli anni ’50, due differenti identità sub-regionali hanno trovato terreno fertile e sono rimaste in vita fino ai giorni nostri. L’identità in particolare del Telangana, a seconda dei periodi storici e delle circostanze, ha avuto diversi gradi di forza: gli anni ’70 e in particolare gli ultimi quindici anni hanno rappresentato i periodi più importanti, durante i quali con più veemenza l’opinione pubblica e l’élite regionale hanno reclamato una separazione dal resto dell’Andhra Pradesh.

I motivi sono molteplici e un’analisi di tipo storico aiuta a comprenderli efficacemente. Una prima questione fondamentale riguarda la citata passata amministrazione delle due regioni prima del 1947: il Telangana faceva parte dell’allora Stato di Hyderabad, governato da un sovrano musulmano, il Nizam, e avente un regime semi-autonomo dal controllo della corona inglese; Andhra e Rayalaseema, come visto, erano invece direttamente amministrate dal Raj britannico e facevano parte della Madras Presidency, gran parte della quale corrisponde oggi al Tamil Nadu. Un’amministrazione differente ha comportato diverse esperienze di sviluppo, generando delle conseguenze nel momento in cui le due regioni si sono trovate assieme. Jawaharlal Nehru subito dopo la creazione dell’Andhra Pradesh descrisse l’unione Telangana-Andhra come un matrimonio dove c’era una sposa (Telangana) riluttante. Il 2 giugno 2014 sarebbe dunque la data del divorzio ufficiale, un fatto ampiamente preventivato.  

La questione non è dunque legata a motivi di carattere religioso o etnico, come altri casi indiani, bensì di tipo economico e sociale. Le diverse classi sociali del Telangana sono concordi nel ritenere di aver subito una sorta di egemonia politica, culturale e sociale da parte delle élite provenienti dalle restanti regioni, ma in particolare dal Coastal Andhra. Questa egemonia si sarebbe manifestata in particolar modo in tre settori chiave: nel sistema educativo, in ambito professionale e nell’agricoltura. In base alle rivendicazioni degli ultimi decenni le migliori opportunità di lavoro, le posizioni universitarie o scolastiche più desiderate sarebbero state sempre, nella maggioranza dei casi, appannaggio della popolazione dell’Andhra. Allo stesso modo, i progetti collegati ai fiumi Krishna e Godavari e allo sfruttamento delle risorse idriche sarebbero costantemente stati a vantaggio dei contadini dell’Andhra, mettendo in ginocchio l’agricoltura del Telangana. I media e il cinema di Tollywood, controllati negli ultimi decenni dagli uomini d’affari provenienti dal Coastal Andhra, avrebbero volutamente “ridicolizzato” la cultura del Telangana in modo tale da favorire il canone identitario dei cittadini Telugu provenienti dall’Andhra.

Il 2 giugno è dunque una data storica per il Telangana poiché per la popolazione locale si è trattata di una “liberazione” da un giogo politico, culturale ed economico. Sono state erette diverse statue in onore di Sonia Gandhi, considerata come una Telangana Talli, ossia “Madre del Telangana”, poiché il partito del Congresso che presiede è stato decisivo per lo slancio finale a favore dello Stato (particolare da non trascurare: alla vigilia delle elezioni generali dello scorso maggio).  

Sicuramente le questioni più scottanti della regione (disoccupazione, forte emigrazione giovanile, crisi agricola) rappresenteranno il banco di prova più importante per il nuovo Stato. Allo stesso tempo rimangono vive alcune controversie con l’Andhra, ossia lo sfruttamento delle risorse idriche (una situazione simile ai numerosi contenziosi tra Stati in altre zone dell’India) e il futuro di Hyderabad, una delle città a più rapida crescita nel Subcontinente. La soluzione temporanea che prevede la Città delle Perle come capitale congiunta dei due Stati per dieci anni rappresenta palesemente un espediente per superare l’impasse politico generato dalle rivendicazioni autonomistiche degli ultimi anni. Gli interessi economici sono troppo importanti, tuttavia i problemi connessi permangono e la loro soluzione è stata solamente rimandata a tempi migliori.

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