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	<title>Crocevia... tra Oriente e Occidente &#187; Trieste</title>
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	<description>by Krishna Del Toso</description>
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		<title>INDIAN FACES: da New York a Trieste, fino al 14 ottobre</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Oct 2011 09:17:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>krishna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo il successo di pubblico e di critica ottenuto a maggio ai TriBeCa Cinemas e all’Asian Society di New York, in occasione del New York Indian Film Festival, Alberto Moretti e Giulia Iacolutti riportano in Patria la bella mostra di ritratti INDIAN FACES, che questa volta, oltre ad avere alcuni scatti inediti, ha l’incisivo sottotitolo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://krishna.deltoso.net/wp-content/uploads/2011/10/INDIAN-FACES_CAMCOM-TS.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2857" title="INDIAN FACES_CAMCOM TS" src="http://krishna.deltoso.net/wp-content/uploads/2011/10/INDIAN-FACES_CAMCOM-TS-148x300.jpg" alt="" width="148" height="300" /></a><span style="color: #000000;">Dopo il successo di pubblico e di critica <a href="http://krishna.deltoso.net/2011/dal-friuli-allindia-di-new-york/" target="_blank"><span style="color: #00ccff;">ottenuto a maggio</span></a> ai TriBeCa Cinemas e all’Asian Society di New York, in occasione del New York Indian Film Festival, <a href="http://www.albertomoretti.it/" target="_blank"><span style="color: #00ccff;">Alberto Moretti</span></a> e <a href="http://www.wix.com/chersina/giuliaiacolutti" target="_blank"><span style="color: #00ccff;">Giulia Iacolutti</span></a> riportano in Patria la bella mostra di ritratti <em><span style="color: #ff0000;">INDIAN FACES</span></em>, che questa volta, oltre ad avere alcuni scatti inediti, ha l’incisivo sottotitolo <em><span style="color: #ff0000;">Da Mira Nair a Salman Rushdie, occhi e volti del potente cinema indiano</span></em>. L’esposizione, <span style="color: #ff6600;">visitabile gratuitamente presso la hall della Camera di Commercio di Trieste</span> (dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 19.00), è stata inaugurata giovedì 29 settembre e chiuderà il 14 ottobre, ed è un evento in collaborazione con la Camera di Commercio di Trieste e <a href="http://www.triestefotografia.net/" target="_blank"><span style="color: #00ccff;">triestèfotografia</span></a>, con il sostegno di PMP Industries e OAK Europa, con la partecipazione delle cantine Pitars di S. Martino al T.to e del ristorante Krishna di Trieste.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #ff0000;"><em>INDIAN FACES</em></span> è un progetto avviato a novembre 2010 durante la decima edizione newyorchese dell’Indian Film Festival, in cui Moretti ha cominciato a ritrarre gli esponenti del cinema e della scena culturale indiana e indo-americana. È seguito quindi l’invito e la relativa esposizione del maggio 2011, dimostratasi un vero successo per il particolare approccio al ritratto, fortemente emotivo, compositivamente spericolato, tecnicamente ineccepibile, a conferma dell’abilità fotografica del fotografo friulano.</span></p>
<div id="in_post_ad_middle_1" style="margin: 5px;padding: 0px;"></div><p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #ff6600;">Eventi come questo segnano decisamente la temperie di un&#8217;epoca, quella presente, in cui la colossale industria bollywoodiana si sta affermando sempre più anche al di fuori dei confini dell’India o dei ristretti circoli di appassionati</span>. Bollywood sta diventando di fatto un costume, sta dettando – assieme a, e forse anche più di Hollywood – le nuove tendenze cinematografiche e non. Oramai lontani dai primi pionieristici tentativi di far interagie sulla celluloide l’Occidente e l’India – esempio chiarissimo di cuò fu ed è <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/James_Ivory" target="_blank"><span style="color: #00ccff;">James Ivory</span></a> con capolavori come <em>Il capofamiglia</em>, <em>Il guru</em>, <em>Il racconto di Bombay</em>, ecc. –, negli ultimi tempi Bollywood sta catalizzando sempre più l’attenzione su di sé, sia perché rappresenta un’industria alla continua ricerca di sbocchi e di novità (e quindi di <a href="http://krishna.deltoso.net/2011/tollywood-sceglie-canazei-per-un-video-musicale/" target="_blank"><span style="color: #00ccff;">locations più o meno esotiche</span></a>, di <a href="http://www.milleorienti.com/2010/05/06/bollywood-in-puglia-quando-un-film-indiano-promuove-il-turismo-in-italia/" target="_blank"><span style="color: #00ccff;">set</span></a> che possano affascinare gli spettatori indiani, ecc.), sia perché molti registi ed attori che storicamente possiamo definire l’emblema dell’Occidente iniziano a strizzarle l’occhio (basti pensare a Silvester Stallone in <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Kambakkht_Ishq" target="_blank"><span style="color: #00ccff;"><em>Kambakkth Ishq</em></span></a>), e questo accade anche in casa nostra (il caso di Violante Placido in <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Barah_Aana" target="_blank"><span style="color: #00ccff;"><em>Barah Aana</em></span></a> ne è un ottimo esempio).</span></p>
<div id="attachment_2858" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://krishna.deltoso.net/wp-content/uploads/2011/10/Trieste-29.09.2011-004.jpg"><img class="size-medium wp-image-2858" title="Trieste 29.09.2011 004" src="http://krishna.deltoso.net/wp-content/uploads/2011/10/Trieste-29.09.2011-004-300x162.jpg" alt="" width="300" height="162" /></a><p class="wp-caption-text">Un momento dell&#39;inaugurazione, presso la hall della Camera di Commercio di Trieste (da sinistra: Walter Stanissa della Camera di Commercio, Alberto Moretti, Giulia Iacolutti, Alessio Curto di triestèfotografia)</p></div>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">L’Italia di certo non è tra gli stati più virtuosi in quanto a contaminazioni cinematografiche bollywoodiane ed è proprio per questo motivo che una mostra come <em><span style="color: #ff0000;">INDIAN FACES</span></em> può portare il cinema indiano a contatto con il pubblico che ancora non ne sa molto in materia. Dietro la fissità della foto, il visitatore potrà infatti scorgere la densità dinamica del regista, dell’attore ritratto, delle loro opere. L’occhio è qui accompagnato e, quasi, educato all’osservazione di volti che forse non ha ancora avuto occasione di decifrare nella loro essenza, nelle loro linee naturali o espressive. <span style="color: #ff6600;">L’approccio alle foto resta sempre, per dir così, facilitato poiché Alberto Moretti coglie i personaggi ritratti in modo quasi “svestito”, ovvero depurato da sovrastrutture culturali</span>. Il primo piano, in effetti, non lascia alcuno spazio all’intromissione di oggetti, sfondi e quant’altro possa “viziare” l’interpretazione del viso (a parte il bindu di Suhashini Maniratnam, che però resta un cameo). In tal senso il volto esprime se stesso ma non necessariamente un contesto. <span style="color: #ff6600;">Ciò indubbiamente rappresenta un ottimo esempio di fotografia “introspettiva”, soprattutto se si fa attenzione alla particolare cura nei confronti del “gesto visivo”. Gli occhi qui diventano davvero, come diceva Platone, veicolo dell’interiorità</span> (il visitatore noterà l’intelligente stanchezza in Mohan Agashe, il serio scrutare di Natvar Bhavsar, l’austera curiosità di Sundaram Tagore, la divertita ironia di Rishi Kapur). In sostanza, e in modo un po’ paradossale, il valore delle fotografie sta tutto nel fatto che in esse non si vede l’India, si vedono gli indiani, ma come se non fossero indiani. Si vedono le star, ma come se non fossero star. Qui c’è spazio solo per le persone. L’assunto di fondo resta dunque la considerazione che, se Bollywood è in grado oramai di imprimersi potentemente in Occidente, anche la sensibilità occidentale, incarnata dalla macchina fotografica di <span style="color: #ff6600;">Alberto Moretti, sarà capace di rileggere Bollywood con spirito nuovo, non necessariamente viziato dai preconcetti generalmente evocati dal termine “India”</span>. È questo gioco teorico, che s’instaura tra l’occhio occidentale e il soggetto orientale, per dir così, depotenziato di ogni aspettativa estetica o culturale, a rappresentare la seduzione di <em><span style="color: #ff0000;">INDIAN FACES</span></em>, che si snoda in <span style="color: #ff6600;">più di venti ritratti</span>: Deepti Naval, Nandana Sen, Mani Ratnam, Seema Biswas, Ajay Naidu, Samrat Chakrabarti, Raj Nidimoru, Tannishtha Chatterjee, Dr Mohan Agashe, Srijit Mukherji, Rahul Bose, Cary Sawhney, Sanjoy Nag, Srinivas Krishna, Sundaram Tagore, Salman Rushdie, Natvar Bhavsar, Suhashini Maniratnam, Rishi Kapoor, Mira Nair, Aparna Sen, Dipti Mehta.</span></p>
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		<title>Musica indiana a Trieste: una serata con gli allievi di Performing India</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Jun 2011 09:42:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>krishna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Venerdì 1 luglio alle ore 19.00, presso l&#8217;auditorium di Casa della Musica, in Via dei Capitelli 3, Trieste, Casa della Musica/Scuola di Musica 55 e Performing India presentano DARD, saggio finale dei corsi di musica indiana e didjeridu per l&#8217;anno didattico 2010/2011. Insegnanti: Elena Baldassarri (tablā), Giovanna Milanesi (canto e sitār), Lorenzo Niego (didjeridu). Programma: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://krishna.deltoso.net/wp-content/uploads/2011/06/logo_performing_india.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2671" title="logo_vectors_01" src="http://krishna.deltoso.net/wp-content/uploads/2011/06/logo_performing_india.jpg" alt="" width="260" height="300" /></a><span style="color: #000000;"><span style="color: #ff6600;">Venerdì 1 luglio alle ore 19.00</span>, presso l&#8217;auditorium di Casa della Musica, in Via dei Capitelli 3, Trieste, <a href="http://www.scuoladimusica55.it/" target="_blank"><span style="color: #00ccff;">Casa della Musica/Scuola di Musica 55</span></a> e <a href="http://www.facebook.com/pages/Performing-India/213377090195" target="_blank"><span style="color: #00ccff;">Performing India</span></a> presentano <em><span style="color: #ff0000;">DARD, saggio finale dei corsi di musica indiana e didjeridu per l&#8217;anno didattico 2010/2011</span></em><strong>.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Insegnanti: <span style="color: #ff6600;">Elena Baldassarri</span> (tablā), <span style="color: #ff6600;">Giovanna Milanesi</span> (canto e sitār), <span style="color: #ff6600;">Lorenzo Niego</span> (didjeridu).</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Programma:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">- Tablā: Kayadā in tīn tāl con prastār e tihāi; Tukḍā con tihāī.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">- GrounDance: didjeridu solo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">- Canto: Rāg Bhūpāli, drut khyāl in tīn tāl; ‘Hum ko hami se chura lo’, gīt; ‘Jab bhi ji chahe’ gīt.</span></p>
<div id="in_post_ad_middle_1" style="margin: 5px;padding: 0px;"></div><p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">- Didjeriduo: improvvisazione per 2 didjeridu.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">- Sitār: Rāg Yaman: masītkhānī gat, rajākhānī gat, jhālā.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">- SaiDidje: improvvisazione semiragionata su un ritmo tradizionale arabo per darbuka e 6 didjeridu.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">- Asthapadi: rivisitazione di un inno epico per voce, tablā e didjeridu.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #ff0000;">Per informazioni</span>: tel. <span style="color: #808000;">+39 040 307309</span>, fax <span style="color: #808000;">040 309225</span>, email </span><a rel="nofollow" href="http://mc/compose?to=info@scuoladimusicas55.it" target="_blank"><span style="color: #00ccff;">info@scuoladimusicas55.it</span></a></p>
<p><a href="http://krishna.deltoso.net/wp-content/uploads/2011/06/logo_55_completo.jpg"><img class="size-medium wp-image-2672 aligncenter" title="logo_55_completo" src="http://krishna.deltoso.net/wp-content/uploads/2011/06/logo_55_completo-300x74.jpg" alt="" width="300" height="74" /></a></p>
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		<title>A Trieste un maggio di filosofia e religioni&#8230; tra Oriente e Occidente</title>
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		<pubDate>Tue, 10 May 2011 06:33:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>krishna</dc:creator>
				<category><![CDATA[filosofia]]></category>
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		<description><![CDATA[Qui di seguito il programma di un ciclo d&#8217;incontri organizzato dall&#8217;Università di Trieste (Dipartimento della Formazione e dei Processi Culturali) e dall&#8217;Associazione culturale &#8220;Studium Fidei&#8221;: Interconnessioni. Filosofie/Teologie La serie di incontri &#8220;Interconnessioni&#8221; propone un dialogo con uno studioso a partire da un suo libro di recente pubblicazione. Si intrecceranno così la voce e la scrittura, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Qui di seguito il programma di un ciclo d&#8217;incontri organizzato dall&#8217;Università di Trieste (Dipartimento della Formazione e dei Processi Culturali) e dall&#8217;Associazione culturale &#8220;Studium Fidei&#8221;: </span></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em><span style="color: #ff0000;">Interconnessioni. Filosofie/Teologie </span></em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><a href="http://krishna.deltoso.net/wp-content/uploads/2011/05/phi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2547" title="phi" src="http://krishna.deltoso.net/wp-content/uploads/2011/05/phi.jpg" alt="" width="99" height="111" /></a>La serie di incontri &#8220;Interconnessioni&#8221; propone un dialogo con uno studioso a partire da un suo libro di recente pubblicazione. Si intrecceranno così la voce e la scrittura, l’esercizio di pensiero e l’appartenenza a una tradizione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Anche gli enti organizzatori si propongono come espressione di un possibile intreccio tra mondi comunicanti, per aprire reali occasioni di discorso.</span></p>
<div id="in_post_ad_middle_1" style="margin: 5px;padding: 0px;"></div><p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #ff6600;">12 maggio</span>, ore 18: <strong><span style="color: #ff6600;">Lorenzo Borelli</span></strong>, docente di Storia della Filosofia (Novara). <strong><span style="color: #993300;"><em>L&#8217;incanto dell&#8217;amore e il tocco dell&#8217;infinito</em></span></strong> &#8211; <em>La ragione innamorata</em>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #ff6600;">19 maggio</span>, ore 18: <strong><span style="color: #ff6600;">Oreste Aime</span></strong>, docente di Filosofia contemporanea, Filosofia della religione e Filosofia morale, Facoltà Teologica dell’Italia Settentionale (Torino). <strong><span style="color: #993300;"><em>Il &#8220;diritto di credere&#8221; in un’età secolare</em></span></strong> &#8211; <em>Filosofia e religione nel Novecento, e oltre</em>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #ff6600;">26 maggio</span>, ore 18: <strong><span style="color: #ff6600;">Francesco Sferra</span></strong>, docente di Sanscrito e Indologia, Università degli Studi &#8220;L&#8217;Orientale&#8221; di Napoli. <strong><em><span style="color: #993300;">Il tardo buddhismo indiano: nuove scoperte e prospettive di ricerca</span></em></strong> &#8211; <em>Manuscripta buddhica</em>. Al termine <span style="color: #993300;"><em>Dall’India, in musica</em></span>: brani eseguiti dai musicisti dell’associazione culturale &#8220;Performing India&#8221;. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Gli incontri avranno luogo nella <span style="color: #ff6600;">sala conferenze di Via Tigor 24/1</span> (parcheggio interno), presso il Centro pastorale &#8220;Paolo VI&#8221;. Per informazioni: <a href="mailto:acislaghi@units.it" target="_blank"><span style="color: #00ccff;">acislaghi@units.it</span></a>; <a href="mailto:sioncom@tiscalinet.it" target="_blank"><span style="color: #00ccff;">sioncom@tiscalinet.it</span></a>. Scarica qui la</span> <a href="http://krishna.deltoso.net/wp-content/uploads/2011/05/Incontri-maggio-TS.pdf" target="_blank"><span style="color: #00ccff;">locandina</span></a><span style="color: #000000;">.<br />
</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><br />
</span></p>
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		<title>Note d&#8217;India a Trieste</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Nov 2010 05:56:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>krishna</dc:creator>
				<category><![CDATA[india]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[Canto Hindustani]]></category>
		<category><![CDATA[Casa della Musica]]></category>
		<category><![CDATA[corso di musica indiana]]></category>
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		<description><![CDATA[A Trieste il 4 novembre parte il primo corso di musica indiana del Friuli Venezia Giulia, organizzato da Giovanna Milanesi ed Elena Baldassarri, dell’associazione culturale Performing India, con l’essenziale collaborazione di Casa della Musica, Scuola di Musica55, nei cui spazi si terranno le lezioni teoriche e pratiche. Ecco come Giovanna Milanesi presenta questa inedita e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://krishna.deltoso.net/wp-content/uploads/2010/11/logo_performing_india.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1616" title="logo_vectors_01" src="http://krishna.deltoso.net/wp-content/uploads/2010/11/logo_performing_india.jpg" alt="" width="260" height="300" /></a><span style="color: #000000;"><span style="color: #ff6600;">A Trieste il 4 novembre</span> parte il <span style="color: #ff6600;">primo</span> <span style="color: #ff6600;">corso di musica indiana</span> del Friuli Venezia Giulia, organizzato da <a href="http://www.facebook.com/people/Giovanna-Milanesi/1462511744" target="_blank"><span style="color: #00ccff;">Giovanna Milan</span><span style="color: #00ccff;">esi</span></a> ed <a href="http://www.facebook.com/people/Elena-Baldassarri/1453995749" target="_blank"><span style="color: #00ccff;">Elena Baldas</span><span style="color: #00ccff;">sarri</span></a>, dell’associazione culturale <span style="color: #ff6600;">Performing India</span>, con l’essenziale collaborazione di <a href="http://www.scuoladimusica55.it/node/31" target="_blank"><span style="color: #00ccff;">Casa della Musica, Scuola di Musica</span><span style="color: #00ccff;">55</span></a>, nei cui spazi si terranno le lezioni teoriche e pratiche. Ecco come Giovanna Milanesi presenta questa inedita e benvenuta nuova attività triestina:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">«<em><span style="color: #800000;">L’idea di avviare un corso di musica indiana a Trieste è nata per far fronte alla sempre maggiore richiesta di informazioni precise e puntuali da parte dei fruitori – semplici estimatori o musicisti – di questo universo musicale. Anzitutto, va rilevato come proporre un corso di musica indiana costituisca una novità non solo per il Friuli Venezia Giulia ma anche, si potrebbe dire, per quanto concerne il panorama europeo: le scuole che hanno incluso questo tipo di insegnamento sono, infatti, ancora molto poche. Quindi, la difficoltà maggiore per chi voglia intraprendere lo studio della musica indiana oggi in Europa è costituito dalla quasi totale mancanza di opportunità serie per una formazione qualificata e professionale che metta in condizione di conseguire un livello di apprendimento soddisfacente.</span></em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">«<em><span style="color: #800000;">Quest’anno iniziamo con un corso introduttivo, rivolto tanto a chi ha un semplice interesse amatoriale, quanto a chi possiede già delle nozioni di musica ma desidera approfondirle mediante una didattica sistematica. Voglio invitare gli interessati soprattutto a provare, a cimentarsi, a sperimentare cosa significa suonare il sitar o il tabla, oppure anche cantare in stile hindustani. Tutto questo al fine di stimolare la curiosità, che è l’ingrediente fondamentale di qualsiasi apprendimento. Sono poi convinta che, tra tutti coloro che vorranno iscriversi ai corsi, molti si appassioneranno e decideranno di portare avanti lo studio ad un livello professionale. Per costoro è già pronto un programma avanzato, in quattro o cinque anni di studio, uniformato ai programmi ministeriali indiani per l’insegnamento della musica. In tal modo intendiamo mettere i futuri allievi italiani nelle condizioni ottimali per poter sostenere l’esame di Diploma nelle scuole di musica indiane, titolo di studio che darà loro la possibilità di accedere alla formazione musicale superiore nelle università.</span></em></span></p>
<div id="in_post_ad_middle_1" style="margin: 5px;padding: 0px;"></div><p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">«<em><span style="color: #800000;">A questo proposito la nostra associazione, Performing India, si avvarrà anche della preziosa collaborazione con <a href="http://www.shadjamadhyam.com/" target="_blank"><span style="color: #00ccff;">ShadjaMadhy</span><span style="color: #00ccff;">am</span></a>, la scuola di musica di Pune, una delle città oggi musicalmente e culturalmente più “vibranti” dell’India. ShadjaMadhyam collaborerà con noi dalla rete – organizzando videoconferenze, dibattiti on-line, ecc. – dando in tal modo la possibilità agli allievi di confrontarsi “dal vivo” con importanti esponenti della realtà musicale indiana.</span></em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">«<em><span style="color: #800000;">Vorrei precisare, inoltre, che le modalità di insegnamento, che sia io sia Elena Baldassarri intendiamo adottare, rispecchieranno la nostra “doppia” formazione: ambedue, infatti, abbiamo studiato in India sia seguendo il metodo didattico “tradizionale” indiano, ovvero la modalità individuale maestro-discepolo, sia in istituti di musica (conservatori, università, ecc.). Ciò che davvero speriamo di riuscire a fare è di dare agli allievi le stesse emozioni che hanno accompagnato noi nella scoperta di quello che è un vero e proprio universo musicale ancora quasi completamente sconosciuto in Occidente</span></em>».</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Scarica qui il <a href="http://krishna.deltoso.net/wp-content/uploads/2010/11/vol-india.pdf" target="_blank"><span style="color: #00ccff;">volanti</span><span style="color: #00ccff;">no</span></a> con il dettaglio dei corsi.</span></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://krishna.deltoso.net/wp-content/uploads/2010/11/trieste_casa-della-musica_logo.jpg"><img class="size-full wp-image-1618 aligncenter" title="trieste_casa-della-musica_logo" src="http://krishna.deltoso.net/wp-content/uploads/2010/11/trieste_casa-della-musica_logo.jpg" alt="" width="368" height="116" /></a></p>
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		<title>Trieste perderà l&#8217;Oriente?</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Aug 2010 09:23:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>krishna</dc:creator>
				<category><![CDATA[arte orientale]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[chiusura museo]]></category>
		<category><![CDATA[Civico Museo d'Arte Orientale]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Friuli-Venezia Giulia]]></category>
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		<description><![CDATA[Notizia allarmante: pare che il Civico Museo d&#8217;Arte Orientale di Trieste, l’unico museo d’arte orientale del Friuli Venezia Giulia inaugurato appena l’8 marzo 2001, sia già destinato a chiudere. La decisione non è stata fermata neppure da una raccolta di firme. Secondo indiscrezioni “di corridoio”, il destino delle opere d’arte in esso attualmente raccolte è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong><span style="color: #ff0000;">Notizia allarmante</span></strong>: pare che il <a href="http://krishna.deltoso.net/2010/trieste-il-civico-museo-darte-orientale/" target="_blank"><span style="color: #008080;">Civico Museo d&#8217;Arte Orientale</span></a> di Trieste, l’<span style="color: #ff6600;">unico museo d’arte orientale del Friuli Venezia Giulia</span> inaugurato appena l’8 marzo 2001, sia già destinato a chiudere. La decisione non è stata fermata neppure da una raccolta di firme. Sec<span style="color: #000000;">ondo </span><span style="color: #000000;">indiscrezioni</span><span style="color: #000000;"> “d</span>i corridoio”, il destino delle opere d’arte in esso attualmente raccolte è quanto mai incerto, e questa incertezza, unita al totale silenzio delle istituzioni competenti sul futuro delle collezioni, di certo non lascia ben sperare né che i reperti possano trovare altra adeguata collocazione, né che possano comunque essere preservati secondo le modalità di conservazione adatte.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><a href="http://krishna.deltoso.net/wp-content/uploads/2010/08/Il-Civico-Museo-dArte-Orientale-di-Trieste.gif"><img class="alignleft size-medium wp-image-1188" title="Il Civico Museo d'Arte Orientale di Trieste" src="http://krishna.deltoso.net/wp-content/uploads/2010/08/Il-Civico-Museo-dArte-Orientale-di-Trieste-225x300.gif" alt="" width="225" height="300" /></a>In tutto questo, oltre che per l’<span style="color: #ff6600;">ennesimo affondo contro la cultura</span> in generale – a cui oramai ci sitamo pericolosamente abituando – e in particolare – il Museo è un piccolo gioiello dell’arte d’Oriente a Trieste (a dir poco travolgente, ad esempio, è la <span style="color: #ff6600;">collezione di stampe giapponesi</span>) –, il rammarico interessa anche l’apparente impossibilità di smuovere il sentimento popolare e politico triestino, tutto centrato sui “soliti” temi di respiro peculiarmente locale. Negli anni, infatti, Trieste non è stata mai in grado – se non ad opera di soggetti altri e di iniziative gestite da non triestini – di allargare da<span style="color: #000000;">vvero</span><span style="color: #000000;">, in modo autentico,</span><span style="color: #000000;"> i p</span>ropri orizzonti di riferimento al di là delle riflessioni culturali, sociali, storiche e politiche della tragedia istro-dalmata, delle foibe sul Carso e dell’aureo (sarà poi vero?) passato asburgico. S’intende: queste rimangono senz’altro tematiche importanti che di certo non devono essere dimenticate, sorpassate o obliterate, soprattutto a Trieste. Piuttosto vanno sapientemente affiancate ad iniziative nuove, innovative, perché nel frattempo <span style="color: #ff6600;">tutto il resto del Mondo procede su altri binari</span><span style="color: #ff6600;">, con altre velocità e avendo di mira altre prospettive</span>.</span></p>
<div id="in_post_ad_middle_1" style="margin: 5px;padding: 0px;"></div><p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">C’è da considerare, poi, che in un’epoca come la presente, in cui il ruggito dell’Oriente si fa sentire sempre più potente anche in Occidente, l’opportunità di gestire, arricchire, utilizzare un Museo d’arte orientale potrebbe, se diretto con intelligenza, stabilire dei ponti di dialogo culturale, di confronto sociale, di dibattito storico-politico e, perché no, anche di interesse economico (senz’altro turistico) che arricchirebbero, non solo dal punto di vista monetario, la città. Trieste, con questa decisione, dimostra non solo di essere davvero un “cittadina fuori dal Mondo”, ma anche di tradire la sua stessa natura: un porto di mare che in passato è stato uno strategico crocevia di popo<span style="color: #000000;">li, idee e innova</span>zioni.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Certo, le buone intenzioni devono trovare anche un positivo riscontro finanziario… certo! Tuttavia, la cultura è una voce di spesa solo nell’immediato. Sul lungo periodo, chi ha cultura, chi fa cultura e chi riceve cultura, rappresentano un sicuro investimento per il territorio: turistico, economico, tecnologico, etc. E più varietà di culture ci sono, meglio è!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"> Per finire, l’augurio che possiamo fare, in tutta questa pessima vicenda, è che se non a Trieste, il Museo possa trovare una ricollocazione in tempi ragionevoli sempre entro il territorio regionale… per non perdere un importante biglietto da visita, <span style="color: #ff6600;">autentico fiore all’occhiello del Friuli Venezia Giuli</span><span style="color: #ff6600;">a</span>.</span></p>
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		<title>Jalsaghar &#8211; la stanza della musica</title>
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		<pubDate>Tue, 11 May 2010 09:38:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>krishna</dc:creator>
				<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[17 maggio]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanna Milanesi]]></category>
		<category><![CDATA[Jalsaghar - la stanza della musica]]></category>
		<category><![CDATA[Museo Teatrale Carlo Schmidl]]></category>
		<category><![CDATA[Performing India]]></category>
		<category><![CDATA[proiezione]]></category>
		<category><![CDATA[Satyajit Ray]]></category>
		<category><![CDATA[Trieste]]></category>

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		<description><![CDATA[Al Museo Teatrale Carlo Schmidl di Trieste il 17 maggio alle ore 17. 00 proiezione del film : &#8216;Jalsaghar &#8211; la stanza della musica&#8216;, del regista Satyajit Ray, &#8216;La stanza della musica&#8216;, titolo italiano di &#8216;Jalsaghar&#8216;, è uno dei film più famosi del regista bengalese Satyajit Ray, girato nel 1958. Il film è ambientato nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;">Al <strong><span style="color: #993300;">Museo Teatrale Carlo Schmidl</span></strong> di <span style="color: #993300;"><strong>Trieste </strong></span>il <span style="color: #993300;"><strong>17 maggio</strong></span> alle <span style="color: #993300;"><strong>ore 17. 00</strong></span> proiezione del film : &#8216;</span><em><span style="color: #000000;"><strong><span style="color: #ff6600;">Jalsaghar &#8211; la stanza della musica</span></strong></span></em><span style="color: #000000;">&#8216;</span><em><span style="color: #000000;">, </span></em><span style="color: #000000;">del regista <span style="color: #ff9900;"><strong>Satyajit Ray</strong></span>, &#8216;</span><em><span style="color: #000000;">La stanza della musica</span></em><span style="color: #000000;">&#8216;, titolo italiano di &#8216;</span><em><span style="color: #000000;">Jalsaghar</span></em><span style="color: #000000;">&#8216;, è uno dei film più famosi del regista bengalese </span><strong><span style="color: #000000;">Satyajit Ray, </span></strong><span style="color: #000000;">girato nel 1958. Il film è ambientato nel Bengala degli anni trenta, periodo storico particolare che vede il tramonto definitivo della vecchia classe nobiliare di proprietari terrieri e l&#8217;emergere della nuova classe sociale di banchieri e commercianti. La Storia che nel suo scorrere segna la fine di un vecchio mondo è rappresentata nel film dall&#8217;acqua del fiume che piena dopo piena trascina via la terra sempre più vicina al vecchio e un tempo splendente palazzo di </span><em><span style="color: #000000;">Biswambar Roy</span></em><span style="color: #000000;">, il nobile proprietario interpretato magistralmente dall&#8217;attore </span><strong><span style="color: #ff9900;">Chhabi Biswas</span></strong><span style="color: #000000;">. Invano egli tenterà di lottare per opporsi all&#8217;intrusione del nuovo mondo, rappresentato dai nuovi suoni importuni che vengono dalla casa del vicino banchiere </span><em><span style="color: #000000;">Ganguli</span></em><span style="color: #000000;">: suoni di auto, di motori, anche di musica inopportuna e stridente che mal si accompagna ai suoni raffinati della musica classica che Biswambar ama. Proprio per amore di quest&#8217;arte egli ama invitare i più famosi musicisti ad esibirsi per gli ospiti nella &#8216;stanza della musica&#8217;, vera perla del suo palazzo e simbolo di una classe sociale che amava lo splendore della cultura e dell&#8217;arte: nella stanza della musica egli ama guardare i ritratti dei suoi avi, in quella stanza c&#8217;è anche il grande specchio, simbolo del riconoscersi di una classe sociale. Ma le luci splendenti del palazzo, eroso dalle piene del fiume e dal nuovo assetto sociale in cui la nobiltà non ha più un ruolo, sono destinate a spegnersi dopo l&#8217;ultima festa musicale, festa in cui Bishwambar ha impegnato le sue ultime scarse risorse finanziarie. Cosa può riservare l&#8217;avvenire, o, meglio, quale può essere il passaggio, la comunicazione tra la vecchia nobiltà detentrice della cultura e il nuovo assetto in cui nessuno ancora si riconosce perché non ne possiede né il linguaggio né i simboli (il banchiere Ganguli che chiede l&#8217;elefante si lamenta di non essere abbastanza riverito dai concittadini sopra la sua auto)? Nell&#8217;antico periodo vedico in India il potere del re sulla terra era suggellato con il rito dell&#8217;</span><em><span style="color: #000000;">Ashvamedha</span></em><span style="color: #000000;">: un cavallo sacro, prima di essere sacrificato, correva libero per un anno: le nuove terre che il suoi zoccoli toccavano dovevano essere di proprietà del re. La simbologia del sacrificio è proprio quella che accompagna l&#8217;ultima corsa a cavallo di Bishwambar, che termina con la sua morte e con il simbolico fluire del suo sangue a irrorare la terra: la fine della sua classe sociale trasfonderà nella nuova India tutto il suo patrimonio di arte e di cultura, perché un nuovo paese possa emergere. Girato con uno stile denso di potenza espressiva che ci ricorda Eisenstein, di cui Ray era un grande estimatore (fu lui a far proiettare il film &#8216;</span><em><span style="color: #000000;">La corazzata Potemkin</span></em><span style="color: #000000;">&#8216; a Calcutta), il film esplica bene la sua valenza simbolica nel copioso uso del &#8216;montaggio re&#8217;, l&#8217;accostamento cioè di immagini in modo da veicolare un significato &#8216;supplementare&#8217; (per esempio la visione dell&#8217;insetto nel bicchiere o del ragno sul ritratto) e nella valenza drammatica dei primi piani che inquadrano il protagonista dandogli la potenza di un Re Lear che si erge da solo contro il destino. La musica ha una parte importantissima nel film e segna il filo conduttore della narrazione. La colonna sonora di </span><strong><span style="color: #ff9900;">Vilayat Khan</span></strong><span style="color: #000000;">, grande maestro del </span><em><span style="color: #000000;">sitar, </span></em><span style="color: #000000;">è la cornice che racchiude le performance di grandi artisti che vediamo sullo schermo: </span><strong><span style="color: #ff9900;">Begum Akhtar</span></strong><span style="color: #000000;">, la prima cantante, </span><strong><span style="color: #ff9900;">Bismillah Khan</span></strong><span style="color: #000000;">, suonatore di </span><em><span style="color: #000000;">shehnai</span></em><span style="color: #000000;">, </span><strong><span style="color: #ff9900;">Waheed Khan</span></strong><span style="color: #000000;">, il suonatore di </span><em><span style="color: #000000;">surbahar</span></em><span style="color: #000000;">, </span><strong><span style="color: #ff9900;">Salamat Ali</span></strong><span style="color: #ff9900;"> </span><strong><span style="color: #ff9900;">Khan</span></strong><span style="color: #000000;">, secondo cantante, </span><strong><span style="color: #ff9900;">Roshan Kumari</span></strong><span style="color: #000000;">, danzatrice. Nel film abbiamo modo anche di vedere alcuni strumenti usati in quel periodo nella musica indiana e oggi diventati rari: l&#8217;</span><em><span style="color: #000000;">esraj </span></em><span style="color: #000000;">e il </span><em><span style="color: #000000;">surbahar</span></em><span style="color: #000000;">.</span></p>
<p><span style="color: #800000;"><span style="text-decoration: underline;">Giovanna Milanesi</span></span></p>
<div id="in_post_ad_middle_1" style="margin: 5px;padding: 0px;"></div><p><span style="color: #000000;"><strong><span style="color: #800000;">Performing India</span></strong> è un&#8217;associazione culturale che si occupa della salvaguardia e la diffusione delle arti dello spettacolo indiane. Promuove corsi, seminari, dibattiti. Per <span style="color: #ff0000;">informazioni </span><a href="mailto:performingindia@yahoo.it" target="_blank"><span style="color: #008080;">performingindia@yahoo.it</span></a> o tel. <span style="color: #ff0000;">040/44323</span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;">Scarica il post in <a href="http://krishna.deltoso.net/wp-content/uploads/2010/05/la-stanza-della-musica.pdf" target="_blank"><span style="color: #008080;">pdf</span></a>.</span></span></p>
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		<title>Master in Operatore Yoga per la Scuola</title>
		<link>http://krishna.deltoso.net/2010/master-in-operatore-yoga-per-la-scuola/</link>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 05:36:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>krishna</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[13 marzo - 28 novembre 2010]]></category>
		<category><![CDATA[corso educatore yoga]]></category>
		<category><![CDATA[Federazione Italiana Yoga]]></category>
		<category><![CDATA[Joytinat Trieste]]></category>
		<category><![CDATA[master]]></category>
		<category><![CDATA[Master in Operatore Yoga per la Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Trieste]]></category>
		<category><![CDATA[Yogaeducational]]></category>

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		<description><![CDATA[13 marzo &#8211; 28 novembre 2010, Joytinat Trieste (Via Felice Venezian 20 &#8211; Trieste). Presso la sede di Joytinat Trieste, l&#8217;istituto Yogaeducational organizza la nona edizione del prestigioso corso che inizierà a marzo 2010, con il patrocinio della Federazione Italiana Yoga, del Comune di Bologna, della Facoltà di Scienze della Formazione dell&#8217;Università di Bologna e del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;"><span style="color: #993300;"><strong>13 marzo &#8211; 28 novembre 2010</strong></span>, <strong><span style="color: #000000;"><span style="color: #ff6600;">Joytinat Trieste</span> <span style="font-weight: normal;">(Via Felice Venezian 20 &#8211; Trieste).</span></span></strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Presso la sede di <span style="color: #ff9900;">Joytinat Trieste</span>, l&#8217;<span style="color: #ff9900;">istituto Yogaeducational</span> organizza la nona edizione del prestigioso corso che inizierà a marzo 2010, con il patrocinio della <span style="color: #ff9900;">Federazione Italiana Yoga</span>, del Comune di Bologna, della Facoltà di Scienze della Formazione dell&#8217;Università di Bologna e del Comitato Italiano per l&#8217;UNICEF.</p>
<p>Il Master ha ottenuto anche il Patrocinio del Comune e della Provincia di Trieste.</p>
<p>Il corso si rivolge a <span style="color: #ff9900;">insegnanti di yoga</span>, <span style="color: #ff9900;">educatori</span>, <span style="color: #ff9900;">insegnanti di scuola</span>, <span style="color: #ff9900;">laureati e laureandi in Scienze della Formazione</span>, <span style="color: #ff9900;">psicologi</span>, <span style="color: #ff9900;">sociologi</span>, <span style="color: #ff9900;">operatori sociali</span>, <span style="color: #ff9900;">operatori di comunità</span>.</p>
<p>Ha la durata di <span style="color: #ff6600;"><span style="text-decoration: underline;">due anni</span></span>, articolato in <span style="color: #ff6600;"><span style="text-decoration: underline;">10 weekend intensivi</span></span>.</p>
<p>Lo scopo del corso è di fornire agli insegnanti di yoga le conoscenze di base necessarie per un loro inserimento attivo e consapevole in ambito scolastico. Pertanto il programma fornirà un bagaglio di conoscenze psicologiche specifiche per le<br />
diverse fasce di età interessate e di conoscenze delle principali correnti pedagogiche specifiche per ogni tipo di scuola.</p>
<p>Si rivolge anche agli insegnanti di scuola e fornirà le nozioni necessarie per un più proficuo inserimento nei programmi scolastici di tecniche di rilassamento, di recupero dalla tensione emotiva e dalla fatica, e di concentrazione, per una maggiore armonizzazione dei programmi, in linea con le nuove normative pedagogiche che tendono ad uno sviluppo completo ed armonioso della intera personalità.</p>
<div id="in_post_ad_middle_1" style="margin: 5px;padding: 0px;"></div><p>A questo scopo sono stati interpellati autorevoli esponenti fra i docenti universitari ed esperti nel campo della Pedagogia e delle Scienze della Formazione, della Psicologia dello Sviluppo, della Psicologia della Comunicazione, insieme ad esperti<br />
dell&#8217;insegnamento dello yoga ai bambini ed adolescenti.</p>
<p>L&#8217;Istituto Yogaeducational ha come scopo lo sviluppo di tecniche e di discipline inerenti allo yoga e la loro applicazione in ambito scolastico, in accordo con il <span style="color: #ff9900;">Protocollo d&#8217;Intesa</span> per l&#8217;insegnamento dello Yoga nelle scuole italiane, siglato dal Ministero della Pubblica Istruzione con la Federazione Italiana Yoga e l&#8217;Istituto Yogaeducational.</p>
<p><span style="color: #ff0000;">Date del corso</span> nel 2010: <span style="color: #ff6600;">13/14 marzo</span> ‐ <span style="color: #ff6600;">24/25 aprile</span> ‐ <span style="color: #ff6600;">26/27 giugno</span> ‐ <span style="color: #ff6600;">16/17 ottobre</span> ‐ <span style="color: #ff6600;">27/28 novembre</span>.</p>
<p><span style="color: #ff0000;">Orari del corso</span>: <span style="color: #ff6600;">sabato dalle 10.30 alle 19.00</span> ‐ <span style="color: #ff6600;">domenica dalle 9.00 alle 17.00</span>.</p>
<p>Il <span style="color: #ff0000;">costo</span> è <span style="color: #ff0000;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>1.050 euro annui</strong></span></span>, da versare in tre rate: 250 euro all&#8217;iscrizione; 400 euro al primo incontro; 400 euro al terzo incontro.</p>
<p><span style="color: #ff9900;">Direttore didattico</span>: Sig.ra <span style="color: #ff6600;">Antonietta Rozzi</span></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Per <span style="color: #ff0000;">informazionmi</span>: <strong><span style="color: #808000;">040.3220384</span></strong>/<strong><span style="color: #808000;">339.1293329</span></strong>, oppure va</span><span style="color: #000000;">i</span> <a href="http://www.yoga.it/evento.php?idEvent=4995" target="_blank"><span style="color: #008080;">qui</span></a><span style="color: #000000;">.</span></p>
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		<title>Trieste, il Civico Museo d&#8217;Arte Orientale</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Feb 2010 09:26:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>krishna</dc:creator>
				<category><![CDATA[luoghi]]></category>
		<category><![CDATA[Civico Museo d'Arte Orientale]]></category>
		<category><![CDATA[Friuli-Venezia Giulia]]></category>
		<category><![CDATA[Trieste]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Civico Museo d&#8217;Arte Orientale di Trieste è il primo museo dedicato specificatamente all&#8217;arte orientale che nasce nella città altoadriatica e nella regione Friuli-Venezia Giulia. Il Museo fa parte dei Civici Musei di Storia ed Arte, quale decimo istituto del Museo multiplo. Ospita le collezioni e gli oggetti d&#8217;arte orientale, ma anche memorie e ricordi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;"><a href="http://krishna.deltoso.net/wp-content/uploads/2010/02/CMAOT1.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-633" title="CMAOT1" src="http://krishna.deltoso.net/wp-content/uploads/2010/02/CMAOT1.jpg" alt="" width="250" height="333" /></a>Il <a href="http://www.retecivica.trieste.it/triestecultura/new/musei/museo_orientale/default.asp" target="_blank"><span style="color: #008080;">Civico Museo d&#8217;Arte Orientale</span></a> di Trieste è il primo museo dedicato specificatamente all&#8217;arte orientale che nasce nella città altoadriatica e nella regione Friuli-Venezia Giulia. Il Museo fa parte dei Civici Musei di Storia ed Arte, quale decimo istituto del Museo multiplo. Ospita le collezioni e gli oggetti d&#8217;arte orientale, ma anche memorie e ricordi di viaggio, armi, strumenti musicali, testimonianze di vario tipo e reperti di carattere etno-antropologico, provenienti da tutta l&#8217;area asiatica, in particolare dalla Cina e il Giappone, e acquisiti dai Civici Musei di Storia ed Arte di Trieste a partire dalla seconda metà del XIX secolo.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="color: #ff6600;"><strong>Percorso</strong></span>: <span style="color: #ff9900;"><span style="text-decoration: underline;">1° piano</span></span>: sezione <span style="color: #800000;">&#8220;Trieste e l&#8217;oriente&#8221;</span> e sezione <span style="color: #800000;">Gandhara</span>; <span style="color: #ff9900;"><span style="text-decoration: underline;">2° piano</span></span>: sezione <span style="color: #800000;">Cina</span>; <span style="color: #ff9900;"><span style="text-decoration: underline;">3° e 4° piano</span></span>: sezione <span style="color: #800000;">Giappone</span>.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="color: #993300;"><strong>Si trova</strong></span>: Palazzetto Leo, Via San Sebastiano 1<br />
reference tutti i giorni tel. <span style="color: #808000;"><strong>040 6754068</strong></span>; solo mercoledì e sabato 9 &#8211; 13 tel. <span style="color: #808000;"><strong>040 3220736</strong></span><br />
e-mail: </span><a href="mailto:museoarteorientale@comune.trieste.it"><span style="color: #008080;">museoarteorientale@comune.trieste.it</span></a></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="color: #993300;"><strong>Apertura</strong></span>: mercoledì e sabato 9 &#8211; 13.<br />
Giornate di chiusura: 1 gennaio, 25 aprile, 1 maggio, 15 agosto, 3 novembre, 25 dicembre e Pasqua</span></p>
<div id="in_post_ad_middle_1" style="margin: 5px;padding: 0px;"></div><p><span style="color: #000000;"><span style="color: #993300;"><strong>Biglietti</strong></span>: <span style="color: #ff0000;">intero </span>euro <span style="color: #ff0000;">3,10</span>; <span style="color: #ff0000;">ridotto </span>euro <span style="color: #ff0000;">2,10</span>; gratuito per i bambini fino ai 5 anni; servizio didattico e/o <span style="color: #ff0000;">visite </span>guidate euro <span style="color: #ff0000;">2,60<span style="color: #000000;">.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="color: #993300;"><strong>Come arrivarci</strong></span>: autobus n. 8,  9, 10, 11, 17,  24, 30</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="color: #ff6600;">Sito ufficiale</span>, <a href="http://www.retecivica.trieste.it/triestecultura/new/musei/museo_orientale/default.asp" target="_blank"><span style="color: #008080;">qui</span></a>.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="color: #ff6600;">Inoltre</span>: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Civico_museo_d'arte_orientale_(Trieste)" target="_blank"><span style="color: #008080;">wikipedia</span></a>, <a href="http://www.museifriuliveneziagiulia.it/scheda_museo.html?id=64" target="_blank"><span style="color: #008080;">museifriuliveneziagiulia</span></a>, <a href="http://www.triestecrea.it/index.php?lang=it&amp;m=luoghi&amp;luoghi=posto&amp;tipologia=Musei&amp;id=47" target="_blank"><span style="color: #008080;">triestecrea</span></a>, <a href="http://guide.travelitalia.com/it/guide/Trieste/2109/" target="_blank"><span style="color: #008080;">travelitalia</span></a>.</span></p>
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		<item>
		<title>Comunicato stampa: &#8220;UN CONVEGNO IN ONORE DI ALDO MAGRIS E MAURIZIO PAGANO PER UNA RIFLESSIONE SULLE IDENTITÀ CULTURALI D’ORIENTE E D’OCCIDENTE&#8221;</title>
		<link>http://krishna.deltoso.net/2010/comunicato-stampa-un-convegno-in-onore-di-aldo-magris-e-maurizio-pagano-per-una-riflessione-sulle-identita-culturali-d%e2%80%99oriente-e-d%e2%80%99occidente/</link>
		<comments>http://krishna.deltoso.net/2010/comunicato-stampa-un-convegno-in-onore-di-aldo-magris-e-maurizio-pagano-per-una-riflessione-sulle-identita-culturali-d%e2%80%99oriente-e-d%e2%80%99occidente/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 10 Jan 2010 11:41:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>krishna</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA["Il Sé - tra Oriente e Occidente]]></category>
		<category><![CDATA[11-12 gennaio 2010]]></category>
		<category><![CDATA[Aldo Magris]]></category>
		<category><![CDATA[comprensione dell'altro]]></category>
		<category><![CDATA[comunicato stampa]]></category>
		<category><![CDATA[convegno]]></category>
		<category><![CDATA[dialogo filosofico]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Pagano]]></category>
		<category><![CDATA[radici culturali]]></category>
		<category><![CDATA[tematiche del sé]]></category>
		<category><![CDATA[Trieste]]></category>

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		<description><![CDATA[L’11 e 12 gennaio 2010 si svolgerà, a Trieste, un convegno di filosofia dal titolo “Il Sé – tra Oriente e Occidente”, organizzato dall’Università della città. Le due giornate sono state organizzate allo scopo di festeggiare i 60 anni di due docenti che hanno contribuito a mantenere vivo il dibattito filosofico nell’Ateneo triestino: Aldo Magris [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;">L’<span style="color: #993300;"><strong>11 e 12 gennaio 2010</strong></span> si svolgerà, a <span style="color: #993300;"><strong>Trieste</strong></span>, un <span style="color: #993300;">convegno di filosofia</span> dal titolo “<strong><span style="color: #993300;">Il Sé – tra Oriente e Occidente</span></strong>”, organizzato dall’Università della città. Le due giornate sono state organizzate allo scopo di festeggiare i 60 anni di due docenti che hanno contribuito a mantenere vivo il dibattito filosofico nell’Ateneo triestino: <span style="color: #993300;">Aldo Magris</span> e <span style="color: #993300;">Maurizio Pagano</span>.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">In qualità di relatori, hanno aderito all’iniziativa numerosi colleghi e amici provenienti da varie università italiane, tra cui Ugo Perone (Univ. di Torino, Assessore alla Cultura, Provincia di Torino), Giuseppe Riconda e Claudio Ciancio (Univ. di Torino e Univ. del Piemonte Orientale, rispettivamente, Presidente e Direttore del Centro studi filosofico-religioni “L. Pareyson”), Massimo Raveri (Univ. di Venezia, Conseil Scientifique du Pôle Asie, Francia), Pier Aldo Rovatti (Univ. di Trieste).</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Il convegno, da un lato, rappresenta un’occasione per una riflessione condivisa sui nodi centrali del <span style="color: #993300;">dialogo filosofico</span> che i due festeggiati intrattengono oramai da più di quindici anni, mettendo a confronto i temi di studio peculiari dell’uno e dell’altro (antichità classica, origini del cristianesimo e gnosticismo per Aldo Magris, filosofia tedesca, globalizzazione e inter-culture per Maurizio Pagano), dall’altro, da modo di concentrare criticamente l’attenzione dell’esperto, ma anche del curioso, sulle differenti prospettive che le principali culture d’Oriente e d’Occidente hanno sviluppato attorno alle <span style="color: #993300;">tematiche del sé</span>, dell’identità, dell’appartenenza: un tema oggi più che mai di costante attualità. Senza una sicura conoscenza delle proprie <span style="color: #993300;">radici culturali</span>, della propria identità storica e filosofica, infatti, fallisce ogni tentativo di avvicinare in modo autentico e maturo l’“altro da sé”, l’erede di una storia e di una filosofia diverse ma parallele alle nostre, dando così luogo molto spesso ad atteggiamenti di contrapposizione piuttosto che di scambio dialettico, di esclusione piuttosto che di integrazione, di conflitto piuttosto che di dialogo. La <span style="color: #993300;">comprensione dell’altro</span> passa necessariamente dalla previa <span style="color: #993300;">consapevolezza di sé</span>. Solo entro l’orizzonte di queste consapevolezza e comprensione, differenti prospettive apparentemente inconciliabili potranno invece intrecciarsi costruttivamente.</span></p>
<div id="in_post_ad_middle_1" style="margin: 5px;padding: 0px;"></div><p><span style="color: #000000;">Tutte le informazioni relative al convegno si possono trovare ai siti:</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><a href="http://ilsetraorienteeoccidente.wordpress.com/" target="_blank"><span style="color: #008080;"> http://ilsetraorienteeoccidente.wordpress.com/</span></a></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.divulgando.org/units2009/didatticodivulgative/dati/formazione/10.html" target="_blank"><span style="color: #008080;"> http://www.divulgando.org/units2009/didatticodivulgative/dati/formazione/10.html</span></a></span></p>
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		</item>
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		<title>&#8220;Il Sé &#8211; tra Oriente e Occidente&#8221;, locandina e pieghevole</title>
		<link>http://krishna.deltoso.net/2009/il-se-tra-oriente-e-occidente-locandina-e-pieghevole/</link>
		<comments>http://krishna.deltoso.net/2009/il-se-tra-oriente-e-occidente-locandina-e-pieghevole/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 07 Dec 2009 11:58:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>krishna</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA["Il Sé - tra Oriente e Occidente]]></category>
		<category><![CDATA[11-12 gennaio 2010]]></category>
		<category><![CDATA[convegno]]></category>
		<category><![CDATA[locandina]]></category>
		<category><![CDATA[pdf]]></category>
		<category><![CDATA[pieghevole]]></category>
		<category><![CDATA[Trieste]]></category>

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		<description><![CDATA[Scarica i PDF della locandina e del pieghevole con il programma del convegno &#8220;Il Sé &#8211; tra Oriente e Occidente&#8220;. locandina pieghevole Visita inoltre il sito ufficiale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scarica i <strong>PDF </strong>della <span style="color: #808000;">locandina</span> e del <span style="color: #808000;">pieghevole</span> con il programma del convegno &#8220;<span style="color: #993300;">I</span><span style="color: #993300;">l Sé &#8211; tra Oriente e Occidente</span>&#8220;.<br />
<img class="size-full wp-image-416 alignnone" title="logo PDF" src="http://krishna.deltoso.net/wp-content/uploads/2009/12/logo-PDF.jpg" alt="logo PDF" width="35" height="34" /> <a style="text-decoration: none;" href="http://ilsetraorienteeoccidente.wordpress.com/files/2009/08/locandina.pdf" target="_blank"><span style="color: #008080;"><span style="text-decoration: none;">loc</span>an<span style="text-decoration: none;">dina</span></span></a></p>
<div id="in_post_ad_middle_1" style="margin: 5px;padding: 0px;"></div><p><img class="size-full wp-image-417 alignnone" title="logo PDF" src="http://krishna.deltoso.net/wp-content/uploads/2009/12/logo-PDF1.jpg" alt="logo PDF" width="35" height="34" /> <a style="text-decoration: none;" href="http://ilsetraorienteeoccidente.wordpress.com/files/2009/08/pieghevole.pdf" target="_blank"><span style="color: #008080;">p</span><span style="color: #008080;">ieg</span><span style="color: #008080;">h</span><span style="color: #008080;">evole</span></a></p>
<p>Visita inoltre il <a style="text-decoration: none;" href="http://ilsetraorienteeoccidente.wordpress.com" target="_blank"><span style="color: #008080;">sito </span><span style="color: #008080;">ufficiale</span></a>.</p>
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