Al Louvre apre la nuova ala dedicata all’Islam

Il 22 settembre il Louvre di Parigi presenterà la sua nuova ala con le gallerie dedicate all’arte dell’Islam. Per ospitare la nuova sezione, gli architetti Mario Bellini e Rudy Ricciotti hanno creato una struttura di vetro con un tetto dorato ondulato, appoggiato sul fondo del cortile Visconti del Louvre. In tal modo, gli oltre 9000 metri quadrati della struttura, non intralceranno la visuale sulle facciate storiche del XVII secolo. Va inoltre rilevato che il Louvre non è nuovo ad arditi (e riusciti!) esperimenti architettonici: caso felice ed emblematico (anche se alcune polemiche all’epoca sono sorte) è la notissima piramide di vetro – progettata da Ieoh Ming Pei come entrata principale – collocata nel 1989 nella piazza centrale del complesso museale e le cui linee hanno trovato ottima integrazione visiva con le facciate sullo sfondo, risalenti al XVI secolo.

Due passi in anteprima nella nuova ala del Louvre dedicata all’arte islamica

L’inauguranda sezione sarà circa quattro volte più grande rispetto allo spazio fino ad ora dedicato all’arte islamica e ospiterà una collezione di 18.000 opere che copre 1200 anni di storia, dal VII al XIX secolo, e comprende manufatti in vetro, ceramica e metallo, libri, manoscritti, tessuti e tappeti. Il nome dato alla galleria? Semplicemente “Islam”. Sophie Makariou, direttore della sezione di arte islamica del Louvre, pone l’accento sulla tutt’altro che banale scelta del nome e spiega che proprio «questo è il modo in cui il mondo intero parla di Islam, non solo della sua religione, ma della sua civiltà». E relativamente alla strutturazione del nuovo percorso museale aggiunge: «volevamo raccontare la storia di questo popolo, che è complicata come un tessuto: ci sono molti fili differenti e un sacco di tipi diversi di civiltà che hanno concorso a costituire questo mondo».

Come ricorda Henri Loyrette, attuale direttore del Louvre, quando egli arrivò al museo nel 2001 non c’era affatto un dipartimento segnatamente dedicato all’Islam. Questo a dispetto del fatto che il Louvre possedesse, sottolinea Loyrette, «una delle più ricche collezioni di arte islamica del mondo», talmente ampia e varia che avrebbe potuto da sola costituire il contenuto di un museo a sé stante. Nondimeno, Loyrette non ha mai avuto intenzone di costituire una raccolta museale separata, dato che le opere provenienti dai paesi islamici sono «così strettamente legate alla nostra collezione e all’arte occidentale, a tal punto che se ne sarebbe sentita la mancanza se non avessero continuato a far parte del Louvre».

Con l’apertura della nuova ala, il museo più famoso al mondo (visitato solo l’anno scorso da nove milioni di persone!) è dunque sulla buona strada per aumentare ancor di più la sua popolarità, cosa che lo stesso Loyrette non manca di notare: «siamo sempre stati aperti a tutto, e oggi che il nostro pubblico continua a crescere, i nostri visitatori sono sempre più interessati al mondo islamico. Ma molte persone non ne sanno nulla, ed è importante mostrare loro il luminoso volto di questa civiltà».

In questo video potete sbirciare alcuni dei pezzi più interessanti della collezione.

Louvre Museum: Masterpieces of Islamic Art 1 from ikono tv on Vimeo.

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